Il vicepresidente regionale delle Giacche Verdi contesta il comunicato degli ambientalisti: “Il Parco non vieta le opere pubbliche. Il vero proble

Il vicepresidente regionale delle Giacche Verdi contesta il comunicato degli ambientalisti: “Il Parco non vieta le opere pubbliche. Il vero problema è l’isolamento del promontorio”.
Si riaccende il dibattito sulla realizzazione della superstrada del Gargano, in particolare sul tratto Vieste–Mattinata. A intervenire con una nota di replica al recente comunicato del WWF Foggia è Oscar Carrara, vicepresidente regionale delle Giacche Verdi, associazione ambientalista nazionale e di protezione civile, che contesta alcune affermazioni ritenute “parziali e fuorvianti”.
Secondo Carrara, nel comunicato diffuso dagli ambientalisti sarebbe stata proposta una lettura imprecisa della normativa che disciplina le aree protette, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture all’interno del Parco Nazionale del Gargano.
Carrara sostiene che il decreto istitutivo del Parco non introduce un divieto assoluto alla realizzazione di nuove opere, ma prevede procedure di valutazione ambientale e autorizzazioni da parte degli enti competenti.
“In Italia esistono numerosi esempi di infrastrutture realizzate o adeguate all’interno di parchi nazionali quando viene dimostrata la loro utilità pubblica e la compatibilità ambientale”, afferma.
Per questo motivo, secondo il vicepresidente delle Giacche Verdi, definire l’opera “illegittima” prima della conclusione delle verifiche tecniche significherebbe anticipare valutazioni che spettano alle autorità competenti.
Tra i punti contestati anche l’accusa secondo cui il progetto sarebbe stato suddiviso in più lotti per aggirare la Valutazione di Impatto Ambientale.
Carrara respinge questa interpretazione, spiegando che la progettazione per lotti rappresenta una prassi ordinaria nelle grandi opere pubbliche gestite da Anas e prevista dalle normative sugli appalti.
Ogni segmento del progetto, sottolinea, è comunque sottoposto alle procedure di valutazione ambientale e ai controlli degli enti competenti.
Nel documento viene poi evidenziato il problema dell’isolamento infrastrutturale del promontorio garganico. Secondo Carrara le attuali arterie stradali, in particolare la statale 89 Garganica, presentano tratti tortuosi e pericolosi e tempi di percorrenza molto lunghi.
“Tra Vieste e Foggia si impiegano spesso oltre due ore, una situazione che penalizza cittadini, imprese e servizi pubblici”, osserva, sottolineando come questa condizione rappresenti una difficoltà concreta per migliaia di residenti.
Carrara richiama inoltre il tema della sicurezza stradale, ricordando che le strade garganiche sono spesso teatro di incidenti anche gravi.
Secondo il vicepresidente delle Giacche Verdi un’infrastruttura moderna consentirebbe di ridurre il rischio di incidenti, migliorare i tempi di percorrenza e alleggerire il traffico sulle strade locali.
Il documento conclude con un invito a superare lo scontro ideologico.
“La difesa dell’ambiente è un valore condiviso, ma trasformare il Parco in una zona di immobilismo infrastrutturale rischia di favorire spopolamento, isolamento economico e difficoltà di accesso ai servizi”, afferma Carrara.
Secondo il vicepresidente delle Giacche Verdi la sfida per il Gargano è trovare un equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza delle infrastrutture e sviluppo economico sostenibile.


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