Smart Working nel Sud Italia: meno del 10% lavora da remoto, cresce il divario con il Nord

Secondo i dati Istat 2023, nel Mezzogiorno il lavoro da remoto resta sotto la media nazionale (13,8%), con poche eccezioni regionali e un gap stru

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Secondo i dati Istat 2023, nel Mezzogiorno il lavoro da remoto resta sotto la media nazionale (13,8%), con poche eccezioni regionali e un gap strutturale rispetto al Centro-Nord e all’Europa
Lo smart working in Italia nel 2023 conferma forti differenze tra Nord e Sud e una diffusione ancora inferiore rispetto alla media europea. Secondo i dati ufficiali dell’Istat, il lavoro da remoto continua a rappresentare una trasformazione strutturale del mercato del lavoro italiano, avviata durante la pandemia ma oggi stabilizzata.

Quanti sono gli smart worker in Italia nel 2023?
Nel 2023 sono circa 3,4 milioni gli occupati che hanno lavorato da remoto almeno in parte, pari al 13,8% del totale.

Nel dettaglio:

1 milione e 436 mila lavoratori (5,9%) hanno svolto l’attività da casa per almeno metà dei giorni lavorativi.
1,9 milioni (7,9%) hanno adottato modalità di lavoro agile in forma più occasionale.
Il dato resta stabile rispetto al 2022, ma è nettamente superiore al periodo pre-pandemico 2018-2019, quando gli smart worker erano appena il 4,8%. Il picco si era registrato nel 2021 con il 15,1%.

Smart working in Italia: differenze tra Nord, Centro e Sud
Le differenze territoriali sono tra gli elementi più evidenti emersi dal report Istat.

Nord-Est e Centro in testa
Nord-Est: 17,1% di occupati in lavoro da remoto
Centro: circa 16%
Nord-Ovest: 11,9%
Sud: 10,2%
Isole: 9,7%
Le regioni del Centro-Nord mostrano una maggiore diffusione grazie alla presenza di settori terziari avanzati, grandi aziende e infrastrutture digitali più sviluppate.

Le regioni dove lo smart working è più diffuso
A livello regionale, la classifica vede:

Lazio: 21,5% (prima in Italia)
Lombardia: 18,6%
Piemonte: 14,5%
Liguria: 14%
Nel Mezzogiorno, quasi tutte le regioni restano sotto il 10%, con alcune eccezioni:

Campania (11,1%)
Abruzzo (10,3%)
Sardegna (10,2%)
Valle d’Aosta e Basilicata si fermano all’8,8%.

Le città italiane con più lavoratori da remoto
Tra i Comuni con oltre 150 mila abitanti, le percentuali più alte si registrano nelle grandi aree metropolitane come:

Milano
Roma
Bologna
Torino
Qui incidono la forte presenza di grandi imprese, pubbliche amministrazioni strutturate e un’economia orientata ai servizi avanzati.

Smart working in Italia vs Europa: il confronto 2023
Nel confronto europeo, l’Italia resta indietro. Secondo i dati di Eurostat, nel 2023 solo il 5,9% degli italiani lavora abitualmente da casa, contro una media UE del 9,1%.

I Paesi più avanzati sono:

Finlandia (22,2%)
Irlanda (21,8%)
Svezia (15,3%)
Belgio (14,6%)
Anche Germania e Francia superano il 10%.

Perché lo smart working è meno diffuso nel Sud?
La minore diffusione del lavoro agile nel Mezzogiorno è legata a:

Struttura produttiva meno orientata ai servizi avanzati
Minore presenza di grandi aziende
Infrastrutture digitali meno sviluppate

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