Il sindaco sul posto delle risse: «Una deriva che ha assunto dimensioni pericolose» Le cronache ne hanno parlato a margine delle manifes

Il sindaco sul posto delle risse: «Una deriva che ha assunto dimensioni pericolose»
Le cronache ne hanno parlato a margine delle manifestazioni del Carnevale. Ma hanno assunto una rilevanza primaria nel contesto della serena vivibilità della città. E non occorre una particolare festività per evidenziarle. L’andazzo è diventato sempre più ordinario. Sono le risse fra giovani ubriachi – dicono le cronache –, ma anche – si aggiunge – senza necessariamente quell’alterazione mentale. La preoccupazione per tale deriva ha ormai assunto livelli e dimensioni non più sopportabili. Le denunce fioccano.
La dura e severa condanna di tali atteggiamenti, pericolosi per i protagonisti ma anche per la gente ignara, è stata espressa dallo stesso sindaco Domenico La Marca che nel corso della movida carnevalesca, ha presidiato, insieme all’assessore Francesco Schiavone e ad una pattuglia di agenti della polizia locale, le zone più esposte a quegli eccessi rendendosi conto personalmente di quanto quegli eventi sono assolutamente inaccettabili.
«Ci siamo imbattuti – ha segnalato sgomento – in bande di ragazzi anche minorenni, in evidente stato alterato per abuso di alcol, di sostanze stupefacenti: uno spettacolo raccapricciante per fronteggiare il quale occorrono misure che vanno ben oltre l’intervento delle forze dell’ordine e investono ruoli fondamentali della famiglia e delle istituzioni educative. È stato un dolore vedere quei ragazzi ridotti in quel modo spaventoso».
A testimoniare l’irritazione e le inquietudini della gente, l’avvocato Cristiano Romani, ha diffuso una lettera aperta con la quale esprime «il più sincero apprezzamento per la ferma presa di posizione del sindaco La Marca sugli eventi dell’ultimo Carnevale. In un’epoca in cui – evidenzia – la comunicazione istituzionale tende spesso a celare la realtà o a minimizzare gli episodi spiacevoli per tutelare l’immagine dell’ente, ho trovato la Sua stigmatizzazione dei fatti un atto di estremo coraggio e onestà intellettuale. Non “girare la faccia” davanti a fenomeni preoccupanti come le risse, la vendita di alcolici ai minori e la trasformazione incontrollata di interi spazi urbani in discoteche a cielo aperto è il primo passo fondamentale per ripristinare il decoro e la legalità». Romani che ha sperimentato personalmente i riflessi di una situazione difficile, «come certi spazi siano sottratti alla libera fruizione delle famiglie e dei cittadini e diventati zone franche dove il divertimento degenera in inciviltà. Denunciare queste derive significa – conferma Romani – non solo difendere il prestigio della nostra festa più antica, ma soprattutto tutelare la salute dei più giovani e la sicurezza di tutti».
Situazioni pienamente esecrate dall’assessore Schiavone che ha annunciato un controllo di quelle rivendite di drink senza personale molto diffuse e prive di controllo. Sotto accusa è la vendita di alcol e la diffusione di sostanze stupefacenti. “Virus” datati per Manfredonia considerata da tempo piazza aperta. Il primo cittadino ha annunciato misure drastiche «per evitare che l’alcol continui scorrere a fiumi». Occorre andare alle origini: si è pensato ad avviare una statistica su quanti prodotti alcolici arrivano a Manfredonia e quanti se ne vendono? Stesso discorso per le sostanze stupefacenti, almeno approssimativamente.
Il problema è complesso e coinvolge vari ambiti. «Non è questione – riflette il sindaco che ha posto il problema al Prefetto di Foggia – solo di presenza di forze dell’odine, c’è anche la responsabilità dei titolari dei locali che vendono alcol. Ma c’è bisogno della presenza attiva e responsabile degli adulti, dei genitori, di un’azione corale. È inquietante, ad esempio, vedere ragazzi e ragazze andare in giro ad ore assurde e non solo nelle feste comandate».
L’amministrazione comunale pensa ad un regolamento per disciplinare la movida e tutto quanto ruota intorno. C’è da tutelare anche quei cittadini che per tante circostanze oggettive non partecipano alla movida ma ne subiscono le conseguenze negative.
Insomma, la città è di tutti e tutti siamo chiamati a rispettarla.
Michele Apollonio
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