IL TURISMO LA NUOVA LINFA PER LO SVILUPPO. LA PUGLIA SOGNA

La 46esima edizione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, conferma per Puglia e Basilicata una fase di consolida­mento struttu

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La 46esima edizione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, conferma per Puglia e Basilicata una fase di consolida­mento strutturale del comparto turistico. I dati presentati negli incontri istituzionali delineano un sistema che ha superato la fase di rimbalzo post­pandemico e si colloca su un percorso di crescita più stabile e programmata. La Puglia ha chiuso il 2025 con 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze, regi­strando una crescita significativa della domanda internazionale, superiore al +25%.L’incremento non riguarda soltan­to i volumi complessivi, ma la composi­zione della domanda, con un rafforza­mento della proiezione estera e segnali di progressiva destagionalizzazione. Il turismo regionale incide oggi per circa il 13% sul Pii pugliese, configurandosi come imo dei principali comparti econo­mici per valore aggiunto e occupazione diretta e indiretta. Alla BIT, il presidente della Regione Puglia, Antonio De Caro, ha sottolineato la dimensione struttura­le di questa fase: «La crescita non è più episodica. Stiamo lavorando per consolidare un sistema che metta insieme qualità dell’offerta, equilibrio territoriale e capacità di competere sui mercati in­ternazionali. Il turismo oggi è una componente stabile della nostra economia».Sul piano operativo, la presenza pu­gliese in fiera ha prodotto 1.500 incontri business tra imprese locali e operatori nazionali e internazionali, con la parteci­pazione di 60 aziende nell’area dedicata e 184 Comuni coinvolti nei panel territoriali. Un dato che evidenzia un sistema più organizzato sul versante commer­ciale e promozionale. Il rafforzamento riguarda anche il segmento MICE. In Puglia operano circa” 250 sedi per eventi e congressi, pari al 4,4% del totale na­zionale e a quasi un terzo dell’offerta del Mezzogiorno.Nel triennio 2022-2024 si stimano tra 9.000 e 11.000 eventi annui, con circa 900.000 partecipanti medi l’anno. Permane tuttavia una prevalenza di eventi medio-piccoli, con una dimen­sione media intorno ai 150 partecipanti e una quota internazionale ancora con­tenuta, elemento che limita la capacità di intercettare grandi congressi.In Puglia si regi­stra una diversificazione crescente tra mare, città d’arte, cammini religiosi, aree interne e turismo congressuale. Per la Puglia pesano le infrastrutture di collegamento e la limitata disponibilità di grandi spazi congressuali. La fram­mentazione dell’offerta e la necessità di una promozione ancora più mirata sui mercati extraeuropei rappresentano ul­teriori ambiti di intervento.

L’indicazione che emerge dalla BIT è chiara: il turismo nel Mezzogiorno non è più un comparto accessorio, ma una componente strutturale dell’economia regionale. La fase attuale richiede una gestione più sofisticata dei flussi, mag­giore capacità di programmazione e un rafforzamento delle politiche di qualità. La crescita è evidente nei numeri. La competitività futura si misurerà nella capacità di trasformare questi risultati in valore economico stabile e distribuito sul territorio.

GLI INVESTIMENTI STRATEGICI

Il turismo pugliese non è più soltanto un setto­re che cresce nei flussi. È un comparto che inve­ste, innova, si struttura e mobilita risorse pub­bliche e private con una dimensione finanziaria che merita una lettura pienamente economica. Alla BIT di Milano la Regione Puglia ha presenta­to il quadro delle opportunità di investimento at­tive nella programmazione 2021-2027, offrendo una fotografia che va oltre la promozione e rac­conta un sistema produttivo in consolidamento. I dati aggiornati al 30 novembre 2025 parlano di ol­tre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi attivati attraverso gli strumenti regionali (anche de­clinati all’industria turistica) – tra Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, STEP, Nidi e TecnoNidi – a fronte di più di 2,19 miliardi di agevolazioni concesse. L’incremento occupazionale stimato supera le 8.000 unità.

Dentro questo quadro generale, il turismo rap­presenta una componente significativa e dinamica. Con il PIA Turismo, rivolto a piccole, medie e grandi imprese e a reti di impresa per programmi compresi tra 5 e 40 milioni di euro, sono state presentate 25 ini­ziative, per un volume di investimenti pari a 374 milio­ni di euro e agevolazioni richieste per oltre 208 milioni. L’impatto occupazionale atteso è di 566 nuovi posti di lavoro.

Non si tratta di semplici ampliamenti ricetti­vi: i programmi devono integrare obbligatoriamente investimenti produttivi con interventi di innovazione tecnologica o formazione e possono includere azio­ni per la tutela ambientale, l’internazionalizzazione e consulenze specialistiche. Accanto ai grandi program­mi, il MiniPIA Turismo registra una partecipazione ancora più ampia in termini numerici. Le iniziative presentate sono 201, per un investimento complessivo di 271 milioni di euro e agevolazioni richieste per oltre 135 milioni, con 441 nuovi posti di lavoro previsti. Qui il target è quello delle PMI e delle micro imprese, con progetti tra 30 mila e 5 milioni di euro. Anche in questo caso, l’investimento produttivo deve integrarsi con in­novazione digitale, transizione ecologica o formazione.

Se si sommano i due strumenti dedicati al turismo, il risultato è significativo: 226 iniziative, oltre 645 milioni di euro di investimenti attivati e più di mille nuovi posti di lavoro attesi. Un dato che va letto in­sieme ai numeri dei flussi turistici, con 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze annue e un’incidenza del settore intorno al 13 per cento del PIL regionale. Gli investimenti raccontano la volontà di consolida­re questa posizione, rafforzando la competitività sui mercati internazionali e migliorando la qualità dell’o erta.

Dentro questa architettura un ruolo centrale è attribuito alle aree interne. In Puglia sono 55 i Co­muni ricompresi nelle cinque aree SNAI (Alto Salento, Alta Murgia, Gargano, Monti Darmi e Sud Salente) che rappresentano oltre il 21% dei Comuni regionali e coprono più di 3.700 chilometri quadrati di territorio, con circa 230 mila residenti. Territori caratterizzati da distanza dai principali poli di servizi, fragilità de­mografica ma forte dotazione ambientale e cultura­le.

È su questi contesti che la programmazione FESR concentra una parte significativa delle risorse, circa 79 milioni di euro, per la valorizzazione turistico- culturale e lo sviluppo territoriale delle aree inter­ne, con investimenti destinati alla riqualificazione di spazi urbani e rurali, al recupero di immobili pub­blici, alla tutela del patrimonio culturale e allo svi­luppo di un’offerta turistica innovativa e sostenibile. Per navigare in questo mare di opportunità, uno stru­mento utile è il portale istituzionale www.pr2127.re- gione.puglia.it. C’è un elemento che merita attenzio­ne. Una parte consistente degli interventi riguarda il recupero e la riqualificazione di immobili abbando­nati da oltre tre anni, la trasformazione di edifici ru­rali, masserie, trulli e immobili di interesse storico in strutture ricettive, l’ammodernamento di campeggi, marina resort, infrastrutture sportive e centri con­gressuali. Non soltanto nuove camere, ma riuso del patrimonio esistente e qualificazione dell’offerta. È qui che la politica industriale incontra la rigenera­zione territoriale. La BIT, in questo senso, non è stata solo una vetrina. È stata l’occasione per presentare un sistema che prova a passare dalla crescita spontanea alla pianificazione strutturata.

GARGANO, LA STAGIONE DELLA MATURITÀ. RECORD DI PRESENZE A VIESTE E IN TUTTO IL PROMONTORIO

Il Gargano si prepara ad ima stagione da record per l’affluenza turistica. Le previsioni sono ottimistiche e dalla recente Bit si è tornati con un carico di entusiasmo. Ad iniziare da Vieste, la locomotiva del turismo balneare puglie­se. Con oltre 2 milioni 170 mila presenze e circa 376 mila arrivi, infatti, Vieste si colloca stabilmente tra i primi comuni turistici pugliesi, con uno dei migliori rapporti tra arrivi e permanenza media, tenuto conto che la stagione turistica si concentra in poco più di quat­tro mesi.

«I risultati ci incoraggiano, ma soprattutto ci impongo­no di continuare a migliora­re, con responsabilità e am­bizione», afferma il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti che ha presentato recente­mente alla Bit gli eventi del 2026 insieme all’assessore Gaetano Paglialonga.

«La forza di Vieste sta nella continuità. Molti degli eventi presentati alla BIT non nascono oggi, ma sono appuntamenti che negli anni sono cresciuti, si sono consolidati e oggi rappresentano un’identità preci­sa», ha affermato Paglialonga.

 Sul ruolo strategico dello sport come attrattore Turistico, l’Assessore allo Sport Gaetano Desimio, ha evidenziato come lo sport a Vieste sia diventato una leva strutturale di sviluppo turistico. «Le riconferme de­gli eventi sportivi dimostrano che quan­do si investe con continuità i risultati arrivano. Ogni anno cresce il livello delle competizioni, la partecipazione e l’impatto sul territorio».

 «Vieste continua a cre­scere puntando su pro­grammazione, ricono­scibilità e qualità, con la consapevolezza che solo nel tempo si costruisco­no eventi, reputazione e valore duraturo», ha aggiunto il sindaco Nobiletti. Chi vorrebbe ritagliarsi un rinnovato ruolo attrattivo è Manfredonia con il suo litorale che va dalla splendida (ma abbandonata) Siponto fino a Zapponeta. Oltre trenta chilometri di spiagge affol­late soprattutto da pendolari e vacanzieri con seconde case.

«Sicuramente Manfredonia ha tut­te le potenzialità e sicuramente il Piano Strategico della cultura e del turismo dovrà mettere insieme e dare un’unica visione dando giusti contenuti e conte­nitori, valorizzando tutte le sue risorse e ricchezze. Il turismo oggi deve saper dare risposte ad una ricerca di discon­tinuità con ritmo frenetico di una vita veloce. Il turismo oggi deve offrire la possibilità di assaporare lentamente non ‘divorare freneticamente’, immergendo­si nel contesto quotidiano. Il sociologo Franco Cassano, nel suo Pensiero meridiano, scriveva, più di vent’anni fa, che bisogna essere lenti, amare le soste per guardare E cammino fatto … Andare lenti – scriveva- è rispet­tare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore’. Il turismo ci chiede di lavorare sulle infrastrutture e sulla mo­bilità sostenibile», spiega Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia, nella vita sociologo.

E a proposito del litorale della riviera sud di Manfredonia, un Comune che si è rilanciato proprio con il turismo è Zapponeta, Bandiera Blu da 8 anni conse­cutivi, simbolo di qualità e sostenibilità grazie ad un’offerta orientata al turismo familiare e su eventi come lo Zapponeta Blu Festival, giunto quest’anno alla terza edizione, ma anche sulla valorizzazione del paesaggio che unisce costa, campagna e zone umide e stilla promozione delle produzioni agricole coltivate nella sabbia, autentica eccellenza locale.

Un potenziale che oggi ha anche un testimonial come Nicola Di Bari, nativo proprio di Zapponeta.

«Quando gli ho comunicato che sarei stato alla Bit di Milano per promuovere Zapponeta – ha dichiarato il Sindaco Riontino – non ha esitato un istante: ha vo­luto essere al mio fianco. È un gesto che testimonia il legame profondo con le pro­prie radici e l’amore per la nostra terra».

Anche i Monti dauni vogliono rita­gliarsi uno spazio e con l’area interna che riunisce 29 comuni della provincia di Foggia si affidano all’arte e alla cultu­ra, oltre che alle bellezze paesaggistiche.

Arte e cultura (grazie ai borghi stori­ci, ai castelli, ai musei e alle architetture identitarie); paesaggio e turismo lento (con i cammini, i belvedere, le esperienze immersive nei territori); percorsi religio­si e spirituali (attraverso i santuari, gli eremi e le tradizioni devozionali locali); itinerari del gusto (ovvero le produzioni tipiche, la tradizione contadina e le ec­cellenze territoriali); la Via Francigena (asse culturale europeo che attraversa anche l’area appenninica della provincia di Foggia): queste le leve turistiche dei Monti Dauni, dallo straordinario poten­ziale anche se i dati sulle presenze tu­ristiche ad esempio a Lucerà nell’anno della città capitale pugliese della cultura (proprio insieme ai Monti dauni) sono stati a dir poco sconfortanti.

gazzettamezzogiorno

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