I ricci di mare scarseggiano in Puglia: sono più preziosi dell’oro. Il fermo biologico e le importazioni fanno volare i prezzi

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I ricci di mare scarseggiano in Puglia: sono più preziosi dell’oro. Il fermo biologico e le importazioni fanno volare i prezzi

Bisogna parafrasare l’antico motto per cui non bisogna far sapere agli estranei in genere quanto è buono il formaggio con le pere e riadattarlo al commercio dei prodotti ittici. I ricci di mare sono un piatto prelibato per i pugliesi, da sempre. La domanda è altissima. Fondali marini e scogliere sono stati «saccheggiati» dai pescatori che hanno un mercato sempre fiorente in Puglia. E il mercato adesso si è anche allargato ai turisti e la bolla è esplosa: a difesa dei ricci di mare si è reso necessario introdurre il fermo biologico in alcuni periodi dell’anno. La pesca dei ricci è vietata in alcuni mesi per consentire il ripopolamento.All’estero hanno capito che c’era una voragine di richiesta da coprire ed è cominciata la concorrenza spietata tanto che ora si importano ricci da ogni dove, Croazia, Grecia, perfino dall’estremo Oriente.In Puglia all’ingrosso costano un euro anche 50 centesimi, qualcuno dice anche a 20 centesimi per poi rivenderli a 5 euro l’uno nelle pescherie. Un vassoio con 10 ricci costa 50 euro e anche più.E visto che l’Iva su quello che è definito un prodotto di lusso è alta, per i pescatori è conveniente acquistare all’estero.Martino Patruno, che a Mola di Bari conoscono come Mario, spiega il suo punto di vista mentre si sta preparando alla pesca notturna dalla mezzanotte alle 2,30. «Ormai i ricci arrivano in Puglia da ogni parte del mondo, non solo Croazia, anche la Grecia e persino dalla Cina. Quando paghi 50 centesimi a riccio e rivendi a 5 euro l’uno e la speculazione è servita».Mario racconta che «fino a ieri nessuno conosceva i ricci, adesso sono diventati internazionali». Tradotto: la domanda sul mercato è altissima, l’offerta è bassa a causa del fermo biologico e dunque il concorrente estero si inserisce pur con un prodotto di qualità inferiore a quello pugliese. «Il consumatore pagava fino a poco tempo fa un vassoio con 15 ricci almeno 20 euro ma oggi siamo a 50 euro; all’estero costano poco perché ne hanno tantissimi a disposizione e non hanno la nostra stessa richiesta per cui invadono i nostri mercati». E aggiunge sorridendo: «Noi pugliesi abbiamo insegnato a tutti cosa sono i ricci di mare. I nostri sono molto più saporiti degli altri».

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