Ovvero le eccellenze riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali iscritti nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura. C’è l’uva Terr

Ovvero le eccellenze riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali iscritti nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura.
C’è l’uva Terrizuolo, vitigno storico a bacca bianca, coltivato a Canosa di Puglia. Ci sono gli strascinati di grano arso e poi le zucchine secche al sole. Sono alcune delle 35 nuove bandiere del gusto, ovvero le eccellenze riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali iscritti nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura. La puglia conta in totale 414 specialità.
Le 414 Bandiere del Gusto pugliesi comprendono: 17 formaggi, 3 oli e condimenti aromatizzati, 143 prodotti vegetali naturali o trasformati, 95 prodotti da forno, pasta fresca, biscotteria e pasticceria, 100 prodotti della gastronomia tradizionale, 11 preparazioni di pesce, molluschi e crostacei, 4 prodotti di origine animale, 16 bevande analcoliche, liquori e distillati, 25 carni fresche e loro preparazioni.
Tra le eccellenze riconosciute figurano il capocollo di Martina Franca, la salsiccia a punta di coltello dell’Alta Murgia, la burrata, il pallone di Gravina, l’olio extravergine di oliva coratina, il latte di mandorla, l’amaro del Gargano e il limoncello.
Spiccano anche prodotti simbolo della cucina pugliese come cime di rapa, cardoncelli, lampascioni sottolio, barattiere, capperi del Gargano, peperoni sottolio e melanzane secche al sole, insieme a piatti storici come orecchiette con le cime di rapa, ciceri e tria, brasciole, polpo alla pignatta, riso e carciofi e pettole salentine.
Un valore per la filiera agroalimentare stimato da coldiretti in 13 miliardi di euro. Il riconoscimento viene assegnato a quei prodotti legati a una tradizione consolidata nel tempo, presenti da almeno 25 anni nella stessa area geografica, e realizzati con metodi tipici.
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