Arrivano le istruzioni dell’agenzia delle Entrate per la tassa piatta del 5% sugli incrementi retributivi, i rinnovi contrattuali e l’imposta sost

Arrivano le istruzioni dell’agenzia delle Entrate per la tassa piatta del 5% sugli incrementi retributivi, i rinnovi contrattuali e l’imposta sostitutiva del 15% per maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per i turni.Le misure agevolative della tassa al 5% si applicano agli importi corrisposti a partire dal 2026, ai rinnovi contrattuali del triennio 2024, 2025 e 2026. Specifiche indicazioni per impatriati e lavoratori privi di sostituto di imposta.La tassazione light vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio. Aliquota agevolata anche sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni: per i dipendenti, sempre del settore privato, con reddito fino a 40mila euro scatta la sostitutiva Irpef pari al 15%.Accedi e personalizza la tua esperienza
Sono queste le principali indicazioni della circolare 2/2026 dell’Agenzia, con cui l’amministrazione fornisce agli uffici indicazioni per garantire l’uniformità applicativa delle regole contenute nella legge 199/2025 (legge di Bilancio 2026).
Il documento di 14 pagine
Il documento, di 14 pagine, ricorda innanzitutto l’obiettivo della disposizione della legge di Bilancio 2026: al «fine di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e di rafforzare il legame tra produttività e salario, gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, a un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento. L’imposta sostitutiva si applica ai lavoratori del settore privato con un reddito di lavoro dipendente, nell’anno 2025, non superiore a 33mila euro».
Verifica della soglia, focus sui redditi di lavoro dipendente
Nella verifica della soglia, la circolare specifica che devono essere inclusi tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti dal lavoratore nel periodo d’imposta 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro. Le misure si applicano ai lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano appunto un reddito non superiore a 33mila euro nel 2025.
I rinnovi contrattuali sono quelli sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026. La circolare fa richiamo alla relazione tecnica, indicando che la valutazione delle stime è effettuata prendendo a riferimento i dati diffusi a luglio dall’Istat sui Ccnl.
L’imposta sostitutiva riguarda, fermo restando il principio di cassa allargato, gli importi corrisposti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, se relativi a rinnovi contrattuali sottoscritti nel 2024, 2025 e 2026.
L’agevolazione guarda al futuro
Sono esclusi, quindi, dall’agevolazione gli importi derivanti dai medesimi rinnovi ma erogati prima del 1° gennaio 2026. Nondimeno si ritiene che, qualora l’erogazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, sottoscritti nel 2024, 2025 e 2026, in virtù di previsioni contrattuali, sia distribuita in più anni, l’imposta sostitutiva si applichi comunque alle tranche di incremento corrisposte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, ancorché la loro erogazione sia iniziata precedentemente. In altre parole, le eventuali quote di incremento erogate quest’anno rientrano comunque nella tassazione agevolata.
Malattia, maternità/paternità o infortunio e superminimo
L’altro chiarimento contenuto nella circolare riguarda gli incrementi retributivi che confluiscono nella retribuzione diretta. Vale a dire, spiega il documento, «le dodici mensilità della retribuzione, la tredicesima e la quattordicesima mensilità».
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