Cup unico regionale in Puglia, conto alla rovescia di 12 mesi. “Una sola telefonata per prenotare”

Un Centro unico di prenotazione regionale operativo entro dodici mesi. È questa la promessa lanciata dalla Regione Puglia nella prima seduta della C

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Un Centro unico di prenotazione regionale operativo entro dodici mesi. È questa la promessa lanciata dalla Regione Puglia nella prima seduta della Commissione sanità della XII legislatura, presieduta da Felice Spaccavento, che ha aperto i lavori illustrando le linee della programmazione sanitaria. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: superare l’attuale frammentazione dei sistemi di prenotazione, rendere più veloce e trasparente l’accesso alle prestazioni e mettere al centro il paziente, soprattutto quello più fragile

Un solo linguaggio per le prenotazioni

Il tema centrale della seduta è stato proprio il Cup unico regionale. A intervenire nel merito è stato l’assessore regionale alla sanità Donato Pentassuglia, che ha evidenziato come oggi in Puglia esistano dieci centri di prenotazione che non comunicano tra loro. La realizzazione di un sistema unico, con un solo linguaggio e un’unica piattaforma, consentirebbe al cittadino di conoscere disponibilità e tempi di attesa con una sola telefonata, senza dover contattare più strutture per trovare un posto libero.L’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto per il sistema informatico avrà dodici mesi di tempo per definire e rendere operativo il nuovo modello. L’idea è arrivare a una gestione puntuale, diretta e veloce delle prenotazioni, con particolare attenzione ai malati oncologici, che dovrebbero poter accedere a un percorso di prenotazione dedicato senza dover “fare il giro” dei vari centri. Nel frattempo, l’assessorato sta valutando anche l’integrazione dei dati con i numeri unici di emergenza 112 e 118, per rafforzare la lettura e la gestione delle informazioni sanitarie.

Cabina di regia e integrazione dei sistemi

A spiegare il lavoro tecnico in corso è stata la dirigente del Dipartimento Salute Titti Ladalardo, che ha annunciato l’attivazione di una cabina di regia e di un gruppo operativo con l’obiettivo di costruire un Cup integrato con gli altri sistemi informativi aziendali. Si punta a un cruscotto di monitoraggio capace di leggere i flussi, verificare i tempi di attesa e migliorare il livello delle prestazioni. L’infrastruttura dovrà essere allineata e interoperabile, così da evitare duplicazioni e rallentamenti. Ma la riforma delle prenotazioni non è l’unico fronte aperto.

Appropriatezza prescrittiva e ruolo di Aress

Nel corso della seduta si è parlato anche di appropriatezza prescrittiva e di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per le malattie croniche a maggiore impatto epidemiologico. Le direzioni strategiche delle aziende sanitarie saranno chiamate a organizzare percorsi standardizzati e multidisciplinari, con un confronto costante con i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. Su questo punto è intervenuta la direttrice generale pro tempore dell’Agenzia regionale per la salute ed il sociale, Lucia Bisceglia, che ha spiegato come si stia lavorando per ridisegnare i percorsi più efficaci, con i primi dati attesi entro una ventina di giorni. L’Agenzia è chiamata a svolgere un ruolo di supporto tecnico-scientifico nella costruzione dei modelli organizzativi, anche in relazione all’integrazione tra sanità e servizi sociali, rafforzando la rete territoriale e di prossimità.

Malattie rare e codice lilla in emergenza

Non a caso, tra i primi argomenti affrontati nella seduta inaugurale ci sono stati anche i percorsi preferenziali nel sistema dell’emergenza-urgenza per i pazienti affetti da malattie rare e fragili.Il presidente Spaccavento ha voluto inserire il tema all’ordine dei lavori in vista della Giornata mondiale delle malattie rare del 28 febbraio, sottolineando le criticità ancora presenti: difficoltà di identificazione immediata, carenza di informazioni cliniche e ritardi negli interventi. La risposta, secondo il presidente, passa da comunicazione, integrazione e teleassistenza. Tra le proposte, l’identificazione con un “codice lilla” dei pazienti con malattie rare, per garantire una presa in carico più rapida nei pronto soccorso.La direttrice Lucia Bisceglia e la coordinatrice regionale per le malattie rare Giuseppina Annicchiarico hanno illustrato il lavoro svolto finora, evidenziando la necessità di rafforzare la multidisciplinarietà, soprattutto nelle patologie più complesse.

“L’invisibile è curabile”

In chiusura, Spaccavento ha ribadito la linea politica che intende seguire: trasformare le istanze di chi non ha voce in direttive concrete. “L’invisibile è curabile”, ha detto, sintetizzando l’orientamento della Commissione. La sfida ora è tradurre le promesse in atti operativi. Se il cronoprogramma sarà rispettato, tra dodici mesi la Puglia potrebbe avere un Cup unico regionale capace di cambiare radicalmente il rapporto tra cittadini e sistema sanitario.

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