CRISI CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA: I SINDACATI PROCLAMANO DI NUOVO LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE

Nella lettera-appello rivolta al Prefetto di Foggia le motivazioni che hanno spinto le segreterie territoriali a ricominciare la battaglia contro

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Nella lettera-appello rivolta al Prefetto di Foggia le motivazioni che hanno spinto le segreterie territoriali a ricominciare la battaglia contro la direzione generale dell’Irccs Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.Con una lettera indirizzata al Prefetto di Foggia, al governatore della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, al direttore del dipartimento Salute Vito Montanaro, alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, al direttore generale dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Gino Gumirato e al segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin, le segreterie territoriali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpi, Fials e Nursing Up annunciano lo stato di agitazione del personale della Fondazione chiedendo al Prefetto di attivare con la massima urgenza la procedura di raffreddamento e conciliazione.In premessa i sindacati evidenziano che il 28 novembre 2025 era stato proclamato lo stato di agitazione del personale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza a fronte di rilevanti criticità organizzative e contrattuali.E che il successivo 16 dicembre, presso la Prefettura di Foggia, era stata esperita la procedura di raffreddamento e di conciliazione prevista dalla Legge 146/1990, conclusasi con esito negativo.Il 27 dicembre, presso il comitato Sepac regionale, le parti avevano formalmente concordato la ripresa del dialogo e la rimozione delle cause ostative alle corrette relazioni sindacali.Le organizzazioni sindacali avevano revocato le iniziative di mobilitazione precedentemente proclamate, confidando nell’avvio di un percorso strutturato e risolutivo.Le organizzazioni territoriali lamentano che a distanza di mesi dagli impegni assunti in quella sede, non è seguita una concreta e coerente attuazione. Anzi, si legge nella missiva, “permangono gravi inadempienze contrattuali e iniziative unilaterali che hanno nuovamente compromesso il clima organizzativo e la fiducia nelle relazioni sindacali”.“Non risulta data piena e integrale applicazione al Ccnl Sanità Pubblica 2022/2024, sia sotto il profilo economico sia sotto quello normativo. Gli adeguamenti contrattuali rappresentano obblighi cogenti derivanti da fonte collettiva nazionale e non possono essere subordinati a valutazioni discrezionali o a dinamiche gestionali interne. Il mancato riconoscimento delle spettanze economiche incide direttamente sul trattamento salariale dei lavoratori e configura una lesione di diritti contrattuali fondamentali”.“Parimenti non è stato attuato il nuovo sistema di classificazione del personale con il passaggio alle aree funzionali previste dal Ccnl, continuando a fare riferimento al superato impianto delle categorie. Tale inerzia determina un disallineamento rispetto al quadro normativo vigente e una mancata valorizzazione delle competenze professionali maturate dal personale.

In tale contesto si inserisce la mancata applicazione dei Differenziali Economici Professionali sia per l’anno 2024 sia per l’anno in corso. La loro omessa attuazione produce effetti negativi sul piano economico e motivazionale, alimenta disparità interne non più sostenibili e incide sull’attrattività dell’Ente”.

“Si evidenzia inoltre la mancata corresponsione del saldo delle risorse di incentivazione relative all’esercizio 2025.

Il 12 dicembre 2024 era stato sottoscritto un verbale di accordo, che la segreteria provinciale e aziendale della Uil Fpl Foggia non ha sottoscritto, nel quale l’azienda si impegnava a realizzare verifiche trimestrali congiunte con le organizzazioni sindacali finalizzate al monitoraggio dell’avanzamento degli obiettivi, alla verifica del corretto utilizzo delle risorse economiche e alla garanzia della trasparenza dei criteri adottati.

Tale percorso non è mai stato attuato. L’azienda non ha convocato le verifiche previste, sottraendosi a un obbligo formalmente assunto e rendendo impossibile ogni confronto sugli indicatori, sulle performance dei servizi e sullo stato di raggiungimento degli obiettivi.

Questa omissione ha escluso di fatto le organizzazioni sindacali da un processo che avrebbe dovuto essere condiviso e verificabile, compromettendo la legittimità e la trasparenza dell’utilizzo delle risorse destinate all’incentivazione”.

“Di particolare gravità risulta inoltre il mancato riconoscimento dell’indennità di malattie infettive prevista dall’art. 44, comma 6, del Ccnl Sanità Pubblica 1994/1997, dovuta al personale esposto a rischio biologico durante il periodo emergenziale Covid-19.

Centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno operato in condizioni straordinarie, affrontando un rischio professionale elevatissimo e garantendo la continuità assistenziale in un contesto di emergenza sanitaria senza precedenti.

Nonostante formale sollecitazione delle organizzazioni sindacali del 7 agosto 2024, l’Ente non ha avviato alcun percorso di verifica né ha riconosciuto quanto dovuto.

La disciplina contrattuale è chiara nel prevedere l’erogazione dell’indennità per tutto il periodo di effettiva esposizione al rischio infettivo; il mancato riconoscimento dell’istituto costituisce pertanto un’inadempienza contrattuale priva di fondamento tecnico e giuridico”.

“Si registrano inoltre modalità di gestione dell’attività libero-professionale difformi rispetto al regolamento aziendale illustrato alle organizzazioni sindacali, nonché la definizione unilaterale dei turni di lavoro degli ambulatori specialistici in assenza del necessario confronto sindacale.

Tali determinazioni incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla corretta organizzazione dei servizi, alterando l’equilibrio delle relazioni sindacali”

“Permangono infine rilevanti criticità in materia di sicurezza e gestione dei carichi di lavoro. Dal 2023 ad oggi il comparto ha registrato una riduzione dell’organico pari a 182 unità, con evidenti ripercussioni sull’intensità assistenziale, sull’organizzazione dei turni e sul clima interno.

Tale situazione impone un confronto strutturato sulle condizioni di sicurezza e sulle misure necessarie a garantire standard adeguati di tutela del personale e della qualità assistenziale”.

Ulteriori elementi di tensione sono rappresentati dalla mancata definizione e dal mancato saldo del sistema incentivante 2026 nonché dall’assenza di adeguamento del valore del buono pasto, non più coerente con l’attuale contesto economico.

Le conclusioni

“Il quadro complessivo delineato evidenzia una reiterata compromissione delle corrette relazioni sindacali, un disallineamento rispetto agli obblighi contrattuali vigenti e una lesione diretta e indiretta del trattamento economico del personale. Le scriventi organizzazioni sindacali ribadiscono che non vengono rivendicati privilegi, bensì la piena applicazione del contratto collettivo nazionale e il rispetto degli impegni formalmente assunti.”.

Per tali ragioni si proclama nuovamente lo stato di agitazione del personale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza e si chiede a Sua Eccellenza il Prefetto di Foggia di attivare con la massima urgenza la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla Legge 146/1990, modificata ed integrata dalla Legge 83/2000.

In assenza di esiti concreti e risolutivi, le scriventi si riservano ogni ulteriore iniziativa di mobilitazione nel rispetto della normativa vigente.

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