Dopo il crollo nel Leccese, gli esperti accendono i riflettori anche sul promontorio. Amedei: “Arco di Diomede monitorato, ma l’erosione è reale”.

Dopo il crollo nel Leccese, gli esperti accendono i riflettori anche sul promontorio. Amedei: “Arco di Diomede monitorato, ma l’erosione è reale”.La Puglia si sta scoprendo sempre più vulnerabile dal punto di vista dell’erosione costiera. E anche il nostro Gargano non è immune dai mutamenti climatici. Il mare si sta innalzando e i geologi lanciano l’ennesimo allarme.“Lo stiamo denunciando da diverso tempo – racconta ai nostri microfoni la geologa Giovanna Amedei -, c’è una fragilità su tutta la costa che oltre ad essere monitorata, necessità di alcune progettualità. Urge costituire una commissione tecnica permanente a livello regionale che si preoccupi ad emanare delle linee guida da mettere in atto sui tratti di costa colpiti dall’erosione”.Dopo il crollo del faraglione di Melendugno nel Leccese, riflettori puntati anche sul Gargano. “Anche da noi c’è una erosione in atto, il mare negli ultimi anni si è innalzato e anche le onde marine sono più alte e più forti, a dimostrazione che il cambiamento climatico è in atto. Sul Gargano abbiamo il caso dell’arco di Diomede che è fortemente monitorato e che non è ha rischio crollo come qualcuno ha voluto fare intendere.Ci sono problemi di erosione, questo si: sono state notate alcune lesioni nella parte alta dell’arco a causa dell’acqua piovana”. Come si interviene? “A dire il vero ben poco, ma qualcosa di ecosostenibile si può fare, ad esempio delle barriere sommerse per attenuare il degrado erosivo”. I consigli dei geologi? “Aumentare la sicurezza, e la consapevolezza che purtroppo laddove ci sono cartelli di divieto o di pericolo non bisogna andare”.

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