LISTE D’ATTESA, L’ASL CHIAMA IN MILLE NON RISPONDONO PER LA PSICOSI DELLE TRUFFE

L’Asl di Bari ha già preparato una campagna social, quel­la di Lecce ieri ha trasmes­so una nota ufficiale. L’obietti­vo è lo stesso: invitare i c

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L’Asl di Bari ha già preparato una campagna social, quel­la di Lecce ieri ha trasmes­so una nota ufficiale. L’obietti­vo è lo stesso: invitare i cittadini a rispondere alle telefonate con le quali gli operatori delle azien­de sanitarie propongono un nuovo appuntamento per le visi­te e le prestazioni in lista di atte­sa. Perché i piani sperimentali avviati dalle Asl in tutta la Pu­glia per velocizzare i tempi e ga­rantire prestazioni urgenti e brevi si scontra con la diffiden­za dei cittadini. Che non rispon­dono al telefono e che quindi, secondo la Regione Puglia, so­no «irreperibili».Basta fare un esempio. Secon­do i dati elaborati dal diparti­mento Salute e dall’Ares, nei pri­mi quattro giorni di questa setti­mana sono stati 1.200 i pugliesi che non sono stati rintracciati dagli operatori del Cup perché non hanno risposto al telefono. Di questi 1.005 erano stati con­tattati per anticipare una visita, altri 195 per fissare una nuova data per il ricovero.Le Asl di Bari e Lecce stanno cercando di correre ai ripari per ridimensionare il fenomeno che di fatto rischia di rallentare il piano di abbattimento delle li­ste di attesa (che dovrà essere completato entro la fine di giu­gno). L’Asl del capoluogo puglie­se in queste ore promuoverà una campagna social: «Se ricevi una chiamata con prefisso 080 584…. rispondi: è la Asl Bari» re­cita il messaggio. «Gli operatori si identificano sempre come personale Asl Bari, non chiedo­no dati sanitari sensibili, forni­scono solo informazioni orga­nizzative sugli appuntamenti sanitari. Collaborare – è la conclusione della campagna di sen­sibilizzazione – è importante per migliorare l’accesso alle cu­re per tutti».L’Asl di Lecce si è affidata a una nota: «Nei prossimi giorni, le persone interessate potran­no ricevere una chiamata dal numero 0832/1460014. Si invita­no pertanto i cittadini a collabo­rare e a prestare attenzione al numero indicato per contribui­re a una gestione più efficace delle liste d’attesa» si legge nel­l’avviso che specifica anche le modalità del servizio: la Asl pro­verà a contattare il cittadino per tre volte in orari e giorni di­versi. In caso di mancata rispo­sta, la prenotazione sarà auto­maticamente cancellata dalla li­sta.Sul perché i cittadini in attesa di una prestazione urgente non rispondano al telefono, gli ad­detti ai lavori fanno alcune ipo­tesi: quella prevalente è che non riconoscendo il numero, le persone pensino alle chiamate di un cal center o a tentativi di truffa. Per il resto i dati sui piani sperimentali delle liste di atte­sa, avviate sul territorio regiona­le il primo febbraio, conferma­no la tendenza emersa già nei primi giorni: il 30% dei cittadini contattati per anticipare una vi­sita o un ricovero hanno rifiutato, scegliendo di mantenere lo stesso appuntamento. Nei pri­mi quattro giorni di questa settimana sono state chiamate 10.325 persone per anticipare vi­site ed esami e 1.369 per antici­pare il ricovero. Il 64% (1.981 per­sone) di chi ha rifiutato il nuovo appuntamento ha dichiarato di voler confermare la data prece­dentemente fissata mentre il 21 ha detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura di­versa rispetto a quella in cui era in lista d’attesa. Per il 7% la pre­stazione non era più necessa­ria. Ieri dell’andamento dei pia­ni si è parlato in una riunione convocata al dipartimento Salu­te nel corso della quale il mana­ger Vito Montanaro ha ricorda­to ai responsabili delle Asl la necessità di garantire anche le pre­stazioni urgenti e brevi prenota­te nel 2026.

repubblicabari

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