LA RADIO RISCHIA DI SCOMPARIRE DALLE AUTO: DA DOVE NASCE L’ALLARME DI CONFINDUSTRIA SUI CRUSCOTTI «CHIUSI» SOLO COLLEGATI A SMARTPHONE

L’allarme di Confindustria Radio Televisioni: radio penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione IP. Oggi sono 35 milioni le p

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L’allarme di Confindustria Radio Televisioni: radio penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione IP. Oggi sono 35 milioni le persone che ascoltano la radio ogni giorno, di cui 26 milioni in macchina.La radio rischia di scomparire dalle auto. Nella Giornata mondiale della Radio che si tiene oggi 13 febbraio, Confindustria Radio Televisioni avvia la campagna di comunicazione «#RadioInAuto» per richiamare l’attenzione di pubblico, istituzioni e industria automobilistica sull’importanza di garantire la piena accessibilità della radio in tutti i modelli di auto. In Italia, ricorda Confindustria Radio Televisioni, sono 35 milioni le persone che ascoltano la radio ogni giorno, di cui 26 milioni in automobile: dunque è proprio quando si è in macchina che si ascolta maggiormente l’auto. Ma il problema è che alcune auto nuove, soprattutto le elettriche, non la installano più.Anche l’Agcom a giugno del 2025 aveva sollevato il problema. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni aveva lanciato l’allarme sulle auto nuove – soprattutto le elettriche – stanno eliminando l’accesso alla radio tradizionale e installano al suo posto display digitali e interfacce Usb per collegare smartphone e app di streaming.La campagna mira a sensibilizzare sull’esigenza di preservare la presenza della radio analogica e digitale nei nuovi modelli di autoveicoli: facilmenteindividuabile, immediatamente accessibile e fruibile con un solo click, senza essere nascosta in menu complessi o penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione IP. L’evoluzione dei sistemi di infotainment sui cruscotti dei nuovi modelli di automobili verso ecosistemi chiusi e basati esclusivamente sull’IP rischia infatti di compromettere l’accessibilità della radio.«Le profonde trasformazioni tecnologiche in atto nel settore automotive – commenta Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile fisco della Lega – stanno progressivamente escludendo la radio dai cruscotti delle nuove automobili. Si tratta di una pesante criticità, soprattutto per il diritto dei cittadini a un’informazione libera, gratuita e accessibile. Su questo tema ho incontrato Rosario Alfredo Donato, direttore di Confindustria Radio TV, e Anna Maria Genzano, responsabile relazioni istituzionali di RTL 102.5».Gusmeroli ha dato atto della forte preoccupazione dell’intero comparto. «E necessario intervenire con urgenza – ha aggiunto – per garantire l’installazione della radio, analogica e digitale, su tutti i nuovi veicoli, tutelando pluralismo, accesso all’informazione e continuità di uno strumento che resta centrale nella vita sociale del Paese. Metterne in discussione la presenza nelle automobili significherebbe indebolire un servizio essenziale e colpire un settore che dà lavoro a migliaia di professionisti».La Giornata mondiale, dichiara Confindustria Radio Televisioni , è un’occasione per riflettere sul ruolo centrale della radio – che è stata inventata da un italiano e nel 2024 ha compiuto cento anni – nella società nell’informare e intrattenere gli ascoltatori, accompagnandoli nei diversi momenti della vita quotidiana con contenuti live di qualità e affidabili. E’ un servizio gratuito e accessibile a tutti, caratterizzato dall’ubiquità del segnale, fondamentale anche nei momenti di crisi ed emergenza, ed è riconosciuta come servizio di interesse generale, in quanto ambiente editoriale sicuro e regolato. Da oltre cento anni, la radio coltiva un rapporto unico e fiduciario con i suoi ascoltatori.

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