Illusione Brosco, il Picerno la ribalta ed espugna lo ‘Zac’: per il Foggia è sempre più notte fonda

Alla fine della partita, da alcuni settori arriva l'invito ad andare a lavorare, dalle curve quello a provare vergogna e a onorare la maglia. La s

PIANETA ADOLESCENZA, A MANFREDONIA PSICOLOGI E GENITORI A CONFRONTO
Microcellulare, hashish e cocaina: beccato detenuto a Foggia. Il blitz della polizia penitenziaria
GIANDIEGO GATTA ANNUNCIA LA PROROGA PER LA PESCA DEL ROSSETTO A MANFREDONIA

Top & Flop di Foggia-Picerno | Foggiacalciomania

Alla fine della partita, da alcuni settori arriva l’invito ad andare a lavorare, dalle curve quello a provare vergogna e a onorare la maglia. La sonora contestazione a una squadra che è alla quarta sconfitta consecutiva, la quinta nelle ultime sei, e che ha evitato l’ultimo posto solo per la contestuale sconfitta del Giugliano. La prima di Cangelosi è di quelle da dimenticare in fretta. Eppure sembrava essersi messa bene, quando Brosco ha timbrato il suo esordio in rossonero sbloccando la partita. Gioia durata pochissimo – come per il gol di Nocerino a Caserta -, prima che una rovesciata di Guadagni ripristinasse subito la parità. Ma ancor più inquietante è il nulla prodotto dal Foggia nella abbondante mezz’ora successiva alla rete del vantaggio di Pugliese, all’11’ della ripresa. Quasi come se la squadra non avesse la forza anche di provare a reagire al momento di difficoltà. Aveva ragione Zeman, quando ha detto a Cangelosi ‘Ora sono c…i tuoi’. Perché evitare che la nave si inabissi sarà tutt’altro che semplice.

PRIMO TEMPO – Per la prima di Cangelosi da primo allenatore non c’è il pienone (come accade di sovente negli infrasettimanali), ma comunque la discreta cornice di pubblico è assicurata. Il tecnico palermitano non cambia modulo, ma qualche variazione se la concede. A cominciare dal terzino destro, che non è l’adattato Garofalo, ma il mancino Dimarco (con Giron dall’altra parte). Come a dire: meglio un terzino sulla fascia opposta, che un centrocampista adattato. In attacco l’alternativa a Liguori è Oliva. Nel Picerno Bertotto cambia qualcosa rispetto a Benevento, mantenendo però inalterato il tridente offensivo Guadagni-Abreu-Cardoni. Non è una partita spettacolare, i ritmi sono in avvio piuttosto lenti. La squadra di Bertotto, come prevedibile, non parte all’arrembaggio, ma accetta il palleggio del Foggia. Rispetto al derby col Cerignola, Petermann ha assai più campo da poter percorrere palla al piede, e più tempo per ragionare. Mancano, però, i meccanismi oliati tipici di una squadra amalgamata per bene. Per questo, si può vivere più che altro di fiammate. Come quelle di Cangiano a sinistra, per esempio. Il Picerno però non rinuncia ad attaccare, specie quando il Foggia tende a disunirsi e a concedere campo. I due momenti clou si condensano in un giro di lancetta: prima Brosco (all’esordio in rossonero) trova la rete del vantaggio, sugli sviluppi di un corner. Meno di un minuto più tardi, sugli sviluppi di una azione nata sulla sinistra, lo stesso ex Latina respinge un cross di Pistolesi, Guadagni trova tempo e spazio per calciare con una splendida rovesciata, bucando la porta di Perucchini, non apparso irreprensibile sul traversone. La produzione offensiva dei rossoneri è più che accettabile. A referto vanno almeno due grandi occasioni (un tiro di Romeo dopo una pallaccia persa dal portiere Marcone e una conclusione di Tommasini deviata in angolo), mentre dall’altra parte Perucchini è formidabile su una botta di Guadagni dal limite. Piccole annotazioni alla fine del primo tempo: nel Foggia bene Brosco, subito padrone del reparto, autorevole guida difensiva, bravo anche a far partire l’azione. Note negative: qualche tempo di gioco perso di troppo nelle fasi clou, e una assistenza a Tommasini quanto meno rivedibile.
SECONDO TEMPO – L’asse destro Castorri-Oliva non deve essere piaciuto granché a Cangelosi, che infatti inizia la ripresa con Garofalo e Nocerino. Ma il fianco destro rossonero resta ugualmente fragile, soprattutto quando quelli del Picerno si trovano a puntare Dimarco. L’ex Pro Patria, già in difficoltà nella prima frazione, va totalmente in bambola sulle incursioni mancine dei lucani. Che non a caso costruiscono proprio su quel fronte la rete del sorpasso. La firma Pugliese, che trova il corridoio superando proprio il numero tre rossonero e può bucare comodamente Perucchini. Siamo solo all’11’, eppure la partita sembra già finita. Da quel momento inizia il più sterile dei possessi, per i rossoneri che non riescono mai a imbastire un barlume di azione pericolosa. In panchina le risorse a disposizione di Cangelosi sono quelle che sono, Bevilacqua e Staver sono le altre due mosse. Non succede più nulla. I rossoneri non vanno oltre un lento e irritante fraseggio in orizzontale, con qualche tentativo di imbucata puntualmente andato a male. Nel finale è ancora Brosco a sfiorare il gol. Sintomatico del momento.

Foggia-Picerno 1-2: il tabellino
FOGGIA (4-3-3) Perucchini; Dimarco (24’st Staver), Brosco, Rizzo, Giron; Castorri (1’st Garofalo), Petermann, Romeo; Oliva (1’st Nocerino), Tommasini (21’st Bevilacqua), Cangiano. A disposizione: Magro, Borbei, Minelli, Valietti, Menegazzo, Pazienza. Allenatore: Cangelosi

AZ PICERNO (4-3-3) Marcone; Gemignani, Del Fabro, Bassoli, Pistolesi (30’st Rillo); Baldassin, Franco (36’st Maiorino), Pugliese; Guadagni (43’st Salvo), Abreu (30’st Coppola), Cardoni (36’st Djibril). A disposizione: Summa, Esposito, Frison, Esposito, Bianchi, Boci. Allenatore: Bertotto

Arbitro: Aloise di Voghera

Assistenti: Macripò di Siena – Li Vigni di Seregno

Quarto ufficiale: Leone di Baretta

Operatore Fvs: Fumarulo di Barletta

Marcatori: 17’pt Brosco (F), 18’ Guadagni (P), 11’st Pugliese (P)

Ammoniti: Del Fabro (P), Franco (P), Giron (F)

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0