La storia della Stuka-schule di Foggia non è rimasta chiusa nei faldoni d'archivio, ma continua a riemergere, letteralmente, dalla terra. Durante

La storia della Stuka-schule di Foggia non è rimasta chiusa nei faldoni d’archivio, ma continua a riemergere, letteralmente, dalla terra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Capitanata divenne una vera e propria “accademia del volo” per i piloti del Terzo Reich. Era la fine del 1941 quando l’aeroporto Gino Lisa cambiò volto, trasformandosi nella sede operativa della 2^ Stuka-schule.
Per addestrare i giovani piloti alla complessa tecnica del bombardamento in picchiata, la Luftwaffe non lasciò nulla al caso, mappando il territorio per creare dei veri e propri bersagli. Le esercitazioni avvenivano sia in mare aperto sia nell’entroterra, dove vennero scelti dei siti strategici, e Monte Aquilone era uno di questi.
La Germania sullo sfondo di una carenza di vari materiali, per non sprecare esplosivo prezioso (evitando al contempo di devastare inutilmente il suolo), i cadetti utilizzavano delle bombe simulate in cemento inerte, costruite con alette metalliche identiche a quelle vere per imitarne perfettamente la caduta. Queste producevano solo una nuvola di fumo all’impatto, permettendo agli istruttori di controllare la precisione del tiro.
Questa intensa attività addestrativa durò fino alla metà di settembre del 1943. Con la risalita delle truppe alleate lungo lo stivale, i tedeschi furono costretti ad abbandonare l’area in fretta e furia, chiudendo per sempre questo singolare capitolo di storia foggiana.
Ancora oggi, chi conosce Monte Aquilone può imbattersi nei segni lasciati da quelle esercitazioni di ottant’anni fa. Non è raro, infatti, ritrovare tra la vegetazione frammenti di cemento e parti metalliche dei governali: sono i resti di quegli ordigni inerti che un tempo fendevano l’aria durante le spettacolari picchiate degli Junkers.
Questi frammenti, che a un occhio inesperto potrebbero sembrare semplici detriti, sono in realtà preziosi testimoni silenziosi di un’epoca in cui la Capitanata era uno dei centri nevralgici dell’addestramento aeronautico europeo. Già durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, la scuola piloti di Foggia (aeroporto Gino Lisa) era stata un importante centro per gli aviatori americani, dove oltre 400 giovani volontari aspiranti aviatori americani presero il brevetto da pilota, noti come “I Foggiani” Sotto il comando del Capitano Fiorello La Guardia, futuro sindaco di New York, questi piloti furono addestrati sui bombardieri Caproni, contribuendo alle operazioni sul fronte italiano e alla vittoria di Vittorio Veneto.
Il terreno di Monte Aquilone funge ancora da custode di questa memoria, restituendo di tanto in tanto tracce di un passato. Questi ritrovamenti trasformano l’area in un vero e proprio archivio a cielo aperto, ricordandoci l’importanza strategica che questo territorio ha rivestito durante i conflitti mondiali.


tratto da Manfredonia ricordi
Estratto dai racconti dell’amico Gigi Iacomino


COMMENTI