Angelo Riccardi: “Bugie istituzionali sulla Tari. Promesse minacce e poi il nulla assoluto”

Sono serviti diversi comunicati di propaganda istituzionale sui “presunti” contributi TARI Rifiuti per far tornare alla mente le dichiarazioni del

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Sono serviti diversi comunicati di propaganda istituzionale sui “presunti” contributi TARI Rifiuti per far tornare alla mente le dichiarazioni del Sindaco La Marca del 1 luglio 2025. All’epoca annunciava verifiche sugli aumenti delle bollette TARI e prometteva di aver “individuato responsabilità e responsabili che non resteranno senza conseguenze”.Oggi, mentre ci avviciniamo alla nuova determinazione delle bollette TARI 2026, quella promessa appare per ciò che è stata: una bugia per spegnere le proteste, non per accendere la verità. Perché, nei fatti, non si vede alcun “responsabile”, nessuna conseguenza, nessun atto chiaro che chiuda davvero la vicenda. A meno che, naturalmente, il Sindaco non intendesse che le conseguenze sarebbero state… solo per i cittadini, costretti a pagare e basta.Con lo stesso obiettivo, alla fine di quel video, aggiungeva: “stiamo individuando delle risorse per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà economiche… perché nessuno sia lasciato solo”. Anche qui, però, la realtà ha presentato il conto: dopo ripetuti annunci, risulterebbe che siano stati comunicati alle famiglie gli importi dei contributi TARI riferiti agli anni 2023 e 2024. Bene. Peccato che, in nome della trasparenza continuamente sbandierata, sul portale non risultino pubblicati, nel rispetto della privacy, certo, ma comunque in forma compatibile con la legge, gli elenchi dei beneficiari e i relativi importi, né un quadro riepilogativo davvero comprensibile.Ma soprattutto: l’ammontare complessivo di questi “contributi” sarebbe di circa 50.000 euro. Una cifra che, detta così, sembra persino dignitosa. Poi però la si confronta con i numeri veri: nel 2023 la TARI ha gravato sulla città per € 11.935.139,00, nel 2024 per € 12.080.017,00. In totale € 24.015.156,00 in due anni.E allora quei 50 mila euro cosa rappresentano? Lo 0,21% del totale: meno di una mancia. Un’elemosina statistica. E viene pure difficile non notare il contrasto con le risorse che, nello stesso tempo, si trovano sempre per feste, sagre e presunti eventi culturali: quando c’è da fare scena, il portafoglio non trema mai; quando c’è da sostenere davvero chi è in difficoltà, improvvisamente “le risorse” diventano microscopiche.Le dichiarazioni, prima o poi, devono fare i conti con i fatti. E i fatti sono testardi: le bugie non reggono a lungo, soprattutto quando c’è chi le ricorda. E in questa città c’è chi non dimentica. E anche tutti quelli che sono stati lasciati soli, purtroppo, se lo ricorderanno benissimo.

Angelo Riccardi, Palombella Rossa

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