Carnevale di Manfredonia 2016, rito sociale e prodotto spettacolare

La Befana ha fatto appena in tempo a sgattaiolare sulla sua scopa magica, che ecco irrompere il Carnevale, festa popolare di travestimenti, masche

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Carnevale di Manfredonia, presentato il programma della 71esima edizione

La Befana ha fatto appena in tempo a sgattaiolare sulla sua scopa magica, che ecco irrompere il Carnevale, festa popolare di travestimenti, maschere sfilate, fino alla Quaresima quando per quaranta giorni si prepara alla Pasqua. Il calendario insomma è una mappa culturale che da secoli orienta i ritmi della vita individuale e collettiva. Befana, Carnevale, Quaresima non sono semplici tappe folkloristiche, ma rappresentano passaggi simbolici che raccontano il nostro rapporto con il tempo, il lavoro, la spiritualità, il divenire.
Manfredonia ha ben inserito nel suo DNA i codici genetici del Carnevale, trasmessi dai Baccanali della progenitrice Siponto pagana. Fasti celebrati con canti, balli, maschere, donde la definizione del poeta latino Orazio “sipontini molli e ballerini”. Ma il Carnevale ha un significato che richiama i cicli della natura, in particolare la nuova annata agricola, di sospensione delle regole quotidiane. Il Carnevale conserva una doppia anima: rituale popolare e teatrale e sociale. Per tanti versi è lo specchio delle trasformazioni storiche e culturali delle comunità che lo celebrano.
È rimasta la data di inizio, quella del 17 gennaio ricorrenza di Sant’Antonio abate: perché segna il passaggio simbolico dall’inverno al tempo della festa secondo un intreccio di tradizioni religiose, rurali, popolari. Sant’Atune maschere e sun’, è la semplificazione popolare. Sant’Antonio Abate protettore degli animali domestici e dei contadini. Non a caso il 17 gennaio è stata proclamata “Giornata mondiale della pizza”, la più tipica espressione della cultura contadina. I rituali falò come propiziatori della fertilità dei campi, come simbolo di rinascita. Un mondo, una cultura, una consuetudine a torto completamente messe da parte ma che andrebbero riscoperte come riferimenti per un Carnevale rinnovato anche nelle espressioni festaiole e dunque più connesso con la realtà che evolve. Di quella antica tradizione contadina è rimasta la “Farrata” che veniva tassativamente prodotta a Carnevale. Oggi è divenuto, a ben ragione; un rustico rappresentativo della manfredonianità sipontina.
La tradizione carnascialesca continua. Anche in questo 2026 Manfredonia si appresta a celebrare il Carnevale come rito collettivo, devozione popolare che ha travalicato i confini cittadini per attrarre folle provenienti dai centri viciniori e non. Un Carnevale riveduto e corretto secondo le circostanze e le esigenze di spettacolo. Un programma di massima c’è. È stato imbastito dagli assessorati dell’Amministrazione comunale preposti al settore che si sono mossi per tempo. A cominciare dalla spesa messa in bilancio: 150mila euro, cui si sommeranno altri introiti.
La presentazione è avvenuta all’aperto, in Piazza del Popolo gremita di gente festante. Presente l’intera composizione governativa delle città a confermare, come ha rilevato il sindaco la Marca, che «il Carnevale da sempre rappresenta molto di più di una semplice festa: è un grande momento di comunità, partecipazione, identità collettiva in cui ogni cittadino contribuisce con l’entusiasmo e la creatività». E quest’anno anche occasione di solidarietà.
Dal 13 al 23 febbraio – ha annunciato il sindaco – 46 ragazzi ucraini, studenti della scuola ucraina del Liceo n.7 della città di Haisyn, nella regione di Vinnytsia saranno a Manfredonia, accolti da famiglie manfredoniane per consentire di partecipare alle sfilate e ai festeggiamenti del Carnevale, ma anche per partecipare ad un programma speciale di attività culturali, visite guidate e incontri di amicizia con i nostri studenti.
L’assessore ai grandi eventi, Francesco Schiavone, ha tratteggiato a grandi linee il programma «di una festa di strada profondamente radicata nella sentimento popolare, un patrimonio che rafforza il senso di appartenenza e della dinamicità della comunità». Un programma si sussistenza ma fortemente rappresentativo della creatività dei manfredoniani. Due carri allegorici prodotti dagli artigiani cartapestai sipontini, sette gruppi di maschere organizzati da associazioni del Carnevale, rappresenteranno il clou delle Grandi parate programmate per domenica 15, martedì 17 e sabato 21 febbraio, che saranno naturalmente arricchite da tutata una serie di attrazioni. Momento forte del Carnevale in riva al golfo adriatico, è l’ormai mitica “Sfilata delle meraviglie”, oltre millecinquecento bambini del cinque Istituti comprensivi interpreti di favole sceneggiate con abbigliamenti fantasiosi adattando materiali riciclati, opera dell’ingegno e dell’impegno delle insegnanti e delle famiglie.
«Questo Carnevale 2026 – assicura Schiavone – si presenterà ai nastri di partenza con un calendario di eventi e spettacoli di grande attrazione che almeno per il tempo della loro presentazione, faranno dimenticare le ambasce e gli affanni quotidiani».
Michele Apollonio

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