Omicidio a Foggia: chi era il 34enne Alessandro Moretti, nipote del boss

Si torna a sparare e ad uccidere a Foggia: in via Sant'Antonio, angolo via Ciano, questa sera giovedì 15 gennaio è stato assassinato Alessandro Mo

Ognissanti ai medici dell´ospedale di Manfredonia: 'Occorrono sacrifici'
Torna l’Ottobre rosa, la campagna della Lilt contro il tumore al seno: visite senologiche ed ecografie gratuite a Foggia e San Giovanni Rotondo
in fiamme monte saraceno

Si torna a sparare e ad uccidere a Foggia: in via Sant’Antonio, angolo via Ciano, questa sera giovedì 15 gennaio è stato assassinato Alessandro Moretti, nipote 34enne del boss Rocco Moretti, noto negli ambienti criminali con l’appellativo di Sassolino’.Raggiunto da una raffica di colpi d’arma da fuoco – di cui almeno tre andati a segno – mentre si trovava a bordo di uno scooter, Moretti è deceduto poco dopo l’agguato per le gravi ferite riportate.Sul posto è intervenuta la Polizia con la Scientifica. (le immagini video sul luogo dell’omicidio)

Chi era Alessandro Moretti
Alessandro Moretti aveva un curriculum criminale corposo: era balzato alle cronache locali quando insieme ad un altro soggetto era stato fermato per aver minacciato il testimone dell’omicidio di Gianluca Tizzano, avvenuto il 22 marzo 2011 in via Alfonso Nigri e per il quale furono arrestati Ivan Narciso e Ciro Spinelli, affinché ritrattasse la sua testimonianza.Il nome di Alessandro Moretti è comparso anche nelle carte dell’operazione del 28 gennaio 2016, per aver, insieme a Francesco Abruzzese, pianificato di uccidere un ispettore capo in forza alla squadra mobile Angelo Sanna.Pochi giorni prima del blitz furono intercettati mentre organizzavano prima l’atto incendiario dell’auto del poliziotto e poi il suo assassinio. “Io sono un killer, bastardo in faccia… quel cornuto di Sanna… lo devo sparare in testa”, udirono gli inquirenti nel nastro dell’intercettazione ambientale. Per quei fatti Moretti fu condannato a tre anni e otto mesi.Nell’ambito dell’indagine Decimazione’ fu condannato a 7 anni e quattro mesi. Tra le condanne collezionate dal nipote del boss, anche una a 4 anni per tentata estorsione, danneggiamento e lesioni. Moretti era noto alle forze dell’ordine per altri reati: droga, armi, furto e resistenza a pubblico ufficiale.Fu anche colui che secondo il racconto di un soggetto con il quale condivise il carcere, riconobbe Giuseppe Albanese, lo ‘sgarrista’ del clan Moretti accusato d’essere uno dei due sicari che il 23 gennaio 2016 al rione Candelaro uccisero con 3 pistolettate all’addome Rocco Dedda.

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0