Auto rubate e incendiate vicino all’Oasi Le Fontanelle, l’allarme di Marasco: “Disastro ambientale a Cerignola”

Carcasse di auto nuove, rubate, cannibalizzate e poi incendiate, abbandonate a pochi passi dall’Oasi naturale Le Fontanelle, nel territorio di Cer

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Carcasse di auto nuove, rubate, cannibalizzate e poi incendiate, abbandonate a pochi passi dall’Oasi naturale Le Fontanelle, nel territorio di Cerignola. A denunciare quanto accaduto è Giuseppe Marasco, Guardia ambientale e consigliere comunale di Manfredonia, che nelle scorse ore ha segnalato la situazione alle forze dell’ordine parlando apertamente di un grave rischio ambientale e sanitario.

La segnalazione al 112 e l’intervento rinviato
Marasco riferisce di aver contattato il 112, numero unico di emergenza nazionale, che lo ha messo in contatto con la Polizia Locale. Da qui, però, la risposta che ha fatto scattare ulteriori preoccupazioni: le carcasse non potevano essere rimosse nella giornata odierna, ma solo a partire da domani mattina.Nel frattempo, la Guardia ambientale ha inviato alla Polizia Locale la posizione tramite Google Maps e la documentazione fotografica delle auto bruciate, rimaste sul posto dopo l’incendio.

Un danno ambientale che si ripete
Secondo Marasco, l’episodio non è isolato ma si inserisce in un fenomeno ormai ricorrente nelle campagne del Basso Tavoliere. Auto rubate, smontate e incendiate diventano vere e proprie bombe ambientali, con residui tossici che si disperdono nel suolo e nell’aria.“Le carcasse bruciate creano un disastro ambientale”, denuncia Marasco. Una situazione che, a suo giudizio, richiederebbe interventi tempestivi e un’azione di prevenzione strutturata, non solo la rimozione a posteriori.

L’area dell’Oasi Le Fontanelle sotto minaccia
La vicinanza delle carcasse incendiate all’Oasi Le Fontanelle rende la vicenda ancora più delicata. Si tratta di un’area di valore naturalistico, già fragile, che rischia di essere compromessa da sostanze altamente inquinanti sprigionate dalla combustione dei veicoli.Per Marasco, lasciare anche solo per un giorno queste carcasse sul posto significa aggravare un danno che è già stato prodotto e che continuerà a produrre effetti nel tempo.

L’appello alle istituzioni
La denuncia pubblica si trasforma così in un appello alle istituzioni competenti affinché il problema venga affrontato in maniera sistemica. Non solo bonifiche rapide, ma controlli, prevenzione e repressione dei reati ambientali legati al ciclo illegale delle auto rubate.Un allarme che arriva da chi opera sul territorio e che riaccende i riflettori su una piaga ambientale che, secondo Marasco, non può più essere trattata come un’emergenza occasionale.

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