Da Manfredonia ai rituali più estremi del mondo: il viaggio fotografico di Daniele Colucci

Dalla Capitanata agli angoli più remoti del mondo, inseguendo rituali antichi, gesti estremi e tradizioni che mettono in relazione fede, corpo e i

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Dalla Capitanata agli angoli più remoti del mondo, inseguendo rituali antichi, gesti estremi e tradizioni che mettono in relazione fede, corpo e identità culturale. È il percorso intrapreso da Daniele Colucci, fotografo indipendente di Manfredonia, che negli ultimi mesi ha dato vita a un progetto fotografico e documentaristico internazionale dedicato ai festival popolari più intensi e radicali del pianeta.Un lavoro che lo ha portato a documentare rituali in Bolivia, Messico, India e Thailandia, attraversando contesti culturali molto diversi ma accomunati da un elemento centrale: la partecipazione totale dell’essere umano, spesso fino al limite fisico, come forma di devozione, appartenenza o trasformazione personale.Un progetto tra fede, rischio e identità
Il progetto, raccolto sotto il nome Sacratos, non è una semplice collezione di immagini, ma un’indagine visiva e narrativa a lungo termine. Colucci affianca alla fotografia testi, interviste e materiale video, costruendo veri e propri racconti che vanno oltre l’impatto estetico per interrogare il significato profondo di questi rituali.

Dalle processioni estreme ai riti di autoflagellazione, dalle celebrazioni in cui il corpo diventa strumento di fede ai festival dove il confine tra sacro e profano si dissolve, le sue fotografie restituiscono scene potenti, crude e cariche di simbolismo. Corpi segnati, sguardi concentrati, folla e solitudine convivono nello stesso fotogramma, offrendo allo spettatore uno sguardo diretto su pratiche spesso fraintese o ridotte a folklore.

L’Italia e la Festa del Soccorso
Nei prossimi mesi Colucci tornerà anche in Italia per documentare la Festa del Soccorso di San Severo, che si inserisce in modo naturale nel suo percorso di ricerca. Una tradizione che, pur appartenendo al patrimonio culturale locale, presenta quegli stessi elementi di intensità, devozione e rischio che caratterizzano molti rituali osservati dall’altra parte del mondo.Un modo per riportare lo sguardo internazionale sul territorio pugliese, mostrando come certe dinamiche rituali non siano lontane o esotiche, ma profondamente radicate anche nella cultura del Sud Italia.

L’attenzione internazionale e il boom su Reddit
Negli ultimi giorni il progetto ha conosciuto una crescita improvvisa e inattesa. Alcuni scatti condivisi su Reddit hanno generato un’enorme attenzione: il post ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni, attirando migliaia di commenti e nuovi follower da tutto il mondo.Un segnale importante, che arriva in una fase cruciale del lavoro. Colucci sta ora cercando di consolidare questo interesse per poter accedere a fondi e sostegni utili a strutturare il progetto, con l’obiettivo di trasformarlo in una pubblicazione e in una serie di documentari.

Lo sguardo verso le piattaforme globali
L’ambizione dichiarata è quella di portare queste storie su piattaforme internazionali di streaming, come Netflix o realtà simili, affinché il racconto dei rituali popolari più estremi possa raggiungere un pubblico globale. Un percorso complesso, soprattutto per un fotografo indipendente, che parte senza grandi strutture alle spalle ma con una visione chiara e coerente.

Raccontare il mondo partendo da Manfredonia
Per Colucci, raccontare questo viaggio significa anche restituire qualcosa alla sua città. Partire da Manfredonia e arrivare a documentare rituali dall’altra parte del mondo diventa la dimostrazione di come, oggi, anche un percorso indipendente possa trovare spazio e riconoscimento internazionale.Un lavoro che intreccia fotografia, antropologia visiva e racconto sociale, e che mette al centro una domanda universale: fin dove può spingersi l’essere umano nel nome della fede, della tradizione e dell’identità?

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