Con l’istituzione della “Consulta delle donne” e la concessione dello “Jus scholae onorario” ai giovani cittadini di origine straniera, il Comune

Con l’istituzione della “Consulta delle donne” e la concessione dello “Jus scholae onorario” ai giovani cittadini di origine straniera, il Comune di Manfredonia ha compiuto scelte politiche e culturali dal forte valore simbolico e civile, orientate alla inclusione, al riconoscimento dei diritti e alla partecipazione democratica. L’amministrazione La Marca si segnala non solo per l’ordinario governo della città, pur complesso e gravoso, ma anche per l’adeguata attenzione alle problematiche emergenti dalle evoluzioni sociali in un contesto di visione aperta e inclusiva. Il dato di fatto che tali iniziative siano state votate alla unanimità del massimo consesso cittadino con il supporto di dichiarazioni altamente significative, rafforza l’impegno della compagine amministrativa.
Iniziative che in qualche modo esorbitano dagli standard generalizzati, per imprimere una propria impronta progressista. La “Consulta” oltre a «valorizzare il ruolo delle donne nella vita cittadina, rafforzare il senso di comunità e contribuire alla costruzione di una società inclusiva e consapevole», includendo gli spunti del movimento “Donna Vita Libertà”, ha fatto un ulteriore passo avanti, è andato oltre la definizione biologica di donna.
Su proposta, accolta, del consigliere “Europa Verde”, Alfredo De Luca, l’articolo 3 precisa come «la formulazione non sarà limitata alla definizione biologica di donna, ovvero individuo umano adulto di sesso femminile, biologicamente distinto dal maschio, che ha raggiunto la maturità sessuale. La formulazione che si intende include l’identità di genere in quanto la biologia non deve essere più un destino, non è binaria né dicotomica. Quindi quello che si è nel corpo non determina inequivocabilmente quello che si può essere e si può fare. I diritti – afferma – sono in addizione e non in sostituzione e se la categoria “donna” diventa uno spazio più ampio, che prescinde dal determinismo del corpo, questo non toglie diritto ad altri corpi. Pertanto sarà una Consulta in cui la donna è soggetto identitario plurale, che autodetermina sé stesso, inscritto nel corpo, ma non determinato dal corpo».
De Luca osservando che «come città non siamo ancora pronti e formati al rispetto delle potenzialità delle donne», ha espresso fiducia nella operatività delle Consulta.
Non meno innovativo, per tanti versi, il provvedimento “Jus scholae onorario” anche questo votato alla unanimità dal Consiglio comunale, su proposta del consigliere Alfredo De Luca che come “Europa Verde” ha dato vita alla iniziativa “Sipontini come noi”.
I giovani e le giovani di origine straniera – ha argomentato De Luca – che vivono e studiano nella nostra città, assolvendo l’obbligo di formazione scolastica sono pienamente integrati con i loro coetanei ma, per la burocrazia, non sono titolari dei medesimi diritti dei loro compagni di banco, di squadra, di giochi. Questi e queste giovani – ha evidenziato – nelle loro famiglie di origine parlano spesso lingue diverse e vivono culture diverse, la loro integrazione, attraverso la scuola, è fondamentale ed il loro sforzo di inclusione nel tessuto urbano deve essere riconosciuto come un atto meritorio speciale nel campo umano, sociale e culturale. Con questa iniziativa, di grande valore simbolico, educativo e politico, si vuole promuovere i valori della convivenza e della pari dignità di ciascuno e con il motto “Sipontini come noi” vogliamo chiamare tutta la comunità ad un abbraccio simbolico di questi ragazzi/e».
Manfredonia, insomma, allarga il suo sguardo oltre la siepe, e delinea una idea di città che include, ascolta e riconosce, aprendo alle nuove generazioni. Così come del resto, insegna la secolare storia di città crocevia di popoli e di culture.
Michele Apollonio

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