Il governatore uscente esulta per la nuova governance Aqp e conferma il suo impegno per la Puglia. «Abbiamo sistemato l’Aqp. Resta da vedere co

Il governatore uscente esulta per la nuova governance Aqp e conferma il suo impegno per la Puglia.
«Abbiamo sistemato l’Aqp. Resta da vedere come finirà per l’Ilva». Michele Emiliano, governatore uscente, ieri ha presenziato alla firma del trasferimento delle azioni di Aqp ai Comuni di Bari, Mesagne, Cellamare, Minervino Murge, Crispiano e San Marco in Lamis per la nuova configurazione del Servizio Idrico Integrato in Puglia, mediante la gestione in house. In uno degli ultimi appuntamenti pubblici deU’anno, il presidente si è soffermato con qualche battuta sul suo futuro: «Dove mi vedo tra dieci giorni? Sempre qui, magari a controllare i cantieri, a lavorare per la Puglia. Come si dice? A fare Fumarell…»La conferenza stampa, a cui hanno presenziato Domenico De Santis e il capo di gabinetto Giuseppe Catalano, è terminata e il cielo che si vede dalle finestre del Lungomare è ancora per poco terso prima di annuvolarsi. Dalle retrovie si avvicina per un saluto Davide Pellegrino, direttore generale del Comune di Bari, in procinto di traslocare con Antonio Decaro nel palazzo presidenziale (nel nuovostaff si vocifera dell’arrivo anche di due dirigenti d’esperienza come Antonello Antonicelli e Antonella Bisceglie).«Vado ad occuparmi del Capodanno in piazza», dice ad Emiliano dopo l’abbraccio, e il governatore replica: «Vedrai l’impegno qui, altro che Capodanni», seguito da un sorriso che vale come «in bocca al lupo».Emiliano, ancora una volta, ha confermato di aver sentito in questi giorni costantemente il successore in attesa di proclamazione («arriverà dopo la Befana, forse il 7», era la voce che girava nel Palazzo): «C’è piena sintonia, e ci sarà continuità».Sul suo ingresso nella nuova giunta (con delega alle crisi industriali) però nessuna parola. Solo un battuta: «Non tornerò in magistratura. Io sono l’unico a cui non si applica la Cartabia: dovrei andare in Molise o Campania. A Larino? Starei benissimo». La discrezione con cui Emiliano affronta il tema del nuovo esecutivo dell’eurodeputato dem sembra una scelta prudenziale rispetto agli accordi nazionali, che vorrebbero – garante Elly Schlein – un suo ingresso nella «squadra», passaggio però che Decaro non ha mai né confermato, né escluso (mentre sui social l’opzione divide il popolo progressista tra nostalgici e sostenitori di un percorso con volti nuovi).Emiliano, inoltre, ha espresso soddisfazione per l’ingresso dei Comuni in Aqp: «Anche grazie al tempo che le operazioni di verifica elettorale stanno prendendo, oggi ho la soddisfazione di poter chiudere il percorso di messa in sicurezza dell’Acquedotto pugliese, che rimarrà un acquedotto interamente pubblico.Diamo così attuazione alle finalità del referendum sull’acqua pubblica e, peraltro, non parliamo di un acquedotto qualunque, ma del più grande d’Europa». Poi ima battuta sull’emergenza riscontrata a causa dei ritardi nell’utilizzo dei fondi Pnrr per le Case di Comunità: «Se mi preoccupa la possibile apertura di un fascicolo da parte della Corte dei Conti per verificare 1’esistenza di eventuali ritardi nella costruzione delle case di comunità in Puglia? No, assolutamente no, perché le Asl stanno lavorando a pieno regime. Ovviamente manca ancora un anno al termine di questa rincorsa, che è comunque micidiale, perché dobbiamo realizzare più di cento case di comunità in poco più di tre anni e quindi, di per sé, è una prestazione olimpionica. Ma penso che ci riusciremo». La nuova governance di Aqp è contestata dai consiglieri comunali leghisti Giuseppe Carrieri e Livio Sisto: «Tutto sarà più complicato e i processi decisionali molto più lenti. Chiediamo ai cittadini di scrivere al sindaco Leccese per manifestare il proprio dissenso su questa operazione che sarà sfavorevole per i pugliesi».Vito Leccese, sindaco di Bari, infine, attende con trepidazione l’insediamento di Decaro: «Si apre una stagione nuova per i sindaci, di grande collaborazione istituzionale, perché Antonio Decaro da presidente della Regione si porta con sé l’eredità e il bagaglio di esperienze non solo da sindaco di una grande città (Bari, ndr) ma anche di presidente dell’Anci. Sarà un punto di riferimento per tutte le amministrazioni comunali».


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