Un concerto del complesso “Sistemus big band” espressione musicale della Casa famiglia “don Mario Carmone” e della Parrocchia del Santissimo Reden

Un concerto del complesso “Sistemus big band” espressione musicale della Casa famiglia “don Mario Carmone” e della Parrocchia del Santissimo Redentore, meglio noto come “Croce”, per gioiosi e bene auspicanti auguri di Natale e per ricordare la feconda e benefica attività che svolge l’Associazione di volontariato Santissimo Redentore a favore dei diseredati, delle persone fragili, per i ragazzi in difficoltà. La stessa Sistemus Big Band è composta da un ampio gruppo di appassionati della comunità rionale impegnati in un progetto collettivo di beneficenza.
Ad ospitare il concerto il Teatro comunale “Lucio Dalla” domenica 21 dicembre con inizio alle ore 17,30, per un Natale di Comunità.
“I sentimenti fondamentali di una comunità sono due: riconoscere che ciò che si ha non ci appartiene, in quanto ci è stato dato da altri e sentire l’obbligo di doverlo donare”: è il principio che guida l’azione della Casa famiglia “don Mario Carmone”: accogliere, prendersi cura e restituire dignità attraverso il dono quotidiano di sé agli altri. Ed è quello che fa, da quarant’anni, l’associazione di volontariato SS. Redentore della Parrocchia della Croce dedicata al Santissimo Redentore, centro pulsante di attività sociali e caritative.
La chiesetta della Croce svetta sulla sommità di uno sperone del Gargano che un tempo si trovava a cospetto del mare del golfo adriatico, ma che in seguito è stato come avviluppato dall’edilizia estesasi tutt’intorno dando luogo al popoloso agglomerato che ha preso il nome di Rione Croce. Il vescovo Giuseppe De Sappis, nel 1576 vi ha istituito la Congregazione di Santa Croce e nel 1788 nell’area adiacente fu realizzato un cimitero, mentre i locali della chiesa furono utilizzati come lazzaretto.
Dovettero passare secoli prima che fossero realizzati profondi lavori di restauro che non hanno alterato l’impostazione dell’edificio risalente al XVIII secolo. Infine, nel 1962, la Croce fu eretta a Parrocchia con primo parroco don Mario Carmone, giovane e dinamico prelato manfredoniano che ha fatto di quel riferimento amato da tutti manfredoniani, una istituzione con spiccate attività socio-assistenziali.
Tra le numerose iniziative si evidenzia quella della “mensa dei poveri” che giornalmente assicura un pasto a chi non ha la possibilità di sfamarsi; ma anche il recupero scolastico di quei ragazzi con difficoltà cognitive. In questo servizio collaborano studenti del locale liceo classico che offrono la loro opera di insegnanti dal lunedì al venerdì. Nel 2007 arriva la Casa Famiglia intitolata a don Mario Carmone, una struttura residenziale socio-assistenziale per maggiorenni con disabilità fisica, psichica e sensoriale che non hanno più famiglia o che provengono da contesti familiari impossibilitati a fornire l’assistenza necessaria per motivi economici o di salute. Vi lavorano tredici persone.
La struttura è stata realizzata col recupero di un ex asilo in abbandono nella parte ovest del Rione Croce, in via dei Mandorli, con fondi della Chiesa e dei benefattori che sono tanti in virtù di quello che viene realizzato. Una occupazione preventiva per fini pubblici, di quello che era ormai un rudere: una situazione rimasta irrisolta per anni e solo recentemente sanata dal Comune di Manfredonia che ha ufficialmente acquisito al patrimonio indisponibile due aree site in via dei Mandorli già sede dell’asilo nido comunale abbandonato, sulle quali è stata realizzata la Casa famiglia “don Mario Carmone”.
Recentemente si è aggiunta, per far fronte, sia pure in minima parte, alle richieste sempre crescenti di aiuto, una succursale in un edificio privato. E’ la “Casa solidale” che ospita adulti in difficoltà economica o senza fissa dimora, ampliando la rete di supporto sociale a Manfredonia.
Michele Apollonio

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