Il clima a Casa Sollievo della Sofferenza è incandescente. Oggi, durante quello che doveva essere il “tradizionale scambio di auguri”, i lavorator

Il clima a Casa Sollievo della Sofferenza è incandescente. Oggi, durante quello che doveva essere il “tradizionale scambio di auguri”, i lavoratori del comparto hanno protestato platealmente contro il direttore generale Gino Gumirato, chiedendone le dimissioni tra i fischi. Addirittura, dopo l’intervento del vescovo e presidente del Cda della fondazione, Franco Moscone, non solo il manager non ha avuto la possibilità di parlare ma è stato “accompagnato” alla porta con tanto di lancio del camice dalla tromba delle scale. Sul lenzuolo, in corridoio, la scritta a caratteri cubitali: “Gli auguri non cancellano i nostri diritti!”.Un Natale amaro, dunque, per l’ospedale di San Pio alla vigilia del settantesimo anniversario dall’inaugurazione (maggio 2026). La riunione di martedì in Prefettura a Foggia potrebbe rappresentare uno spartiacque decisivo per le sorti della governance, alla luce della rottura totale dei rapporti con il personale. Il business plan 2024-2029 dell’Irccs, presentato a gennaio scorso da Gumirato, secondo le intenzioni, doveva rimettere in sesto i conti, con la stima di una “cassa di circa 66 milioni di euro nel 2029”. Da allora, tuttavia, non ci sono stati aggiornamenti di rilievo, come riportato durante le riunioni periodiche con il personale. Anzi, le preoccupazioni espresse in commissione sanità appaiono tuttora irrisolte. A cominciare dai 70 milioni di euro da ripianare in tempi rapidi (questo a marzo scorso, ora non si conosce la situazione), senza considerare la spada di Damocle della “Decontribuzione Sud”: “Il venir meno della misura Decontribuzione Sud – dichiarò in quella occasione Gumirato – obbliga a ulteriori revisioni dei costi da parte della Fondazione, perché l’impatto sul bilancio è di circa 7,8 milioni di euro all’anno per i prossimi cinque anni. Questa notizia l’abbiamo avuta tra ottobre e novembre 2024, per questo non faceva parte dei piani precedenti. Stiamo facendo un ulteriore sforzo per la riduzione dei costi, anche relativi alle risorse umane e agli accordi sindacali, che ipotizzano riduzioni o modalità diverse di elargizione della parte di retribuzione variabile. Vogliamo modificare i criteri di distribuzione”.Forse è da qui che bisogna partire per cercare di ricostruire i fatti delle ultime settimane, visto che nessuno sembra avere contezza della situazione economico-finanziaria non essendoci grande trasparenza (i bilanci integrali non sono mai stati resi pubblici). “La recente dinamica interna – ci dicono alcune fonti interne – ha rivelato un profondo scontro tra la direzione e le rappresentanze dei lavoratori, culminato in episodi di aperta contestazione. Un incontro per primari e coordinatori ha visto la partecipazione esclusiva dei più fedeli alla governance, con il direttore che ha interpretato le assenze come un ‘sciopero bianco’. Successivamente, in occasione dei saluti natalizi, il sindacato AMRIS ha invitato i propri iscritti a disertare l’evento, ottenendo un’adesione quasi totale. Il momento più emblematico si è verificato quando, dopo un discorso di undici minuti del Vescovo, la platea ha reagito con striscioni, fischi e urla contro il direttore, costringendolo a una fuga precipitosa”.Emergerebbero anche tensioni a livello dirigenziale: il Cda sarebbe rimasto “malissimo” per la gestione del passaggio contrattuale (la proposta dell’accordo valido per le cliniche private), approvato in pochi minuti senza una piena comprensione del suo impatto. Tra i malpancisti ci sarebbe Pietro Grasso, attuale vicepresidente del Consiglio di amministrazione e uomo del Vaticano. L’ex presidente della Fondazione Agostino Gemelli starebbe lavorando per sistemare i cocci. Nel frattempo, secondo indiscrezioni, si starebbe cercando una sponda nel ministro della Salute, Orazio Schillaci, legato a San Giovanni Rotondo per questioni sentimentali e di ricerca (in passato ha partecipato a diversi studi di ricerca sulle staminali con l’ex direttore scientifico di Casa Sollievo, Angelo Vescovi). Una vicenda molto complessa, forse la più difficile perché è stato toccato il fondo nei rapporti con gran parte del personale. Eppure, nonostante il clima, Gumirato, durante un incontro a metà dicembre sui dati economici, non ha esitato a proiettare un meme di se stesso che strappa il contratto. Un coup de théâtre alla Marchese del Grillo che sta ancora facendo discutere.

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