Stelle di Natale, in Puglia è corsa alle “bellissime”: nel 2025 saranno in 7 case su 10

A forma di cometa, simbolo delle feste e custodi di un nome latino che significa “bellissima” – Euphorbia pulcherrima – le stelle di Natale tornan

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A forma di cometa, simbolo delle feste e custodi di un nome latino che significa “bellissima” – Euphorbia pulcherrima – le stelle di Natale tornano a dominare le abitazioni pugliesi. Per le festività 2025 se ne troveranno in 7 case su 10, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti grazie alla qualità delle piante coltivate sul territorio e a prezzi considerati equilibrati. A confermarlo è un’analisi di Coldiretti Puglia, basata sulle rilevazioni nei mercati di Campagna Amica.Quest’anno i consumatori prediligono esemplari colorati, acquistati direttamente dai produttori o da punti vendita che ne certificano l’origine, sostenendo così imprese locali, lavoro e filiera corta. Ma dietro la bellezza di queste piante c’è un impegno notevole: per crescere hanno bisogno di temperature comprese tra i 15 e i 20 gradi. Con l’arrivo del freddo, i vivaisti devono quindi mantenere attive le caldaie delle serre, sostenendo costi energetici rilevanti.I prezzi variano a seconda del vaso: dai 5 ai 10 euro per le piante standard, fino a 50 euro per le varietà più grandi o più elaborate, comprese quelle ad alberello. Il loro fascino resta però invariato, grazie alle caratteristiche brattee rosse – spesso scambiate per fiori – che richiamano la scia di una cometa.La Puglia è uno dei cuori pulsanti del florovivaismo italiano, con due grandi distretti produttivi. Nel Salento il polo di Taviano e Leverano coinvolge anche Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento; nel Barese il baricentro è rappresentato da Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo.In provincia di Lecce il comparto vale il 12,4% della produzione agricola, mentre nel Barese incide per il 5,8%. Le aziende pugliesi sono inoltre mediamente più estese rispetto alla media nazionale: delle 853 imprese floricole regionali, il 65% possiede fra 1 e 5 ettari, mentre in Italia oltre la metà non raggiunge nemmeno l’ettaro.Non tutti sanno che i veri fiori della stella di Natale sono quelli gialli al centro della pianta: le parti colorate sono invece brattee, foglie che assumono tonalità rosse, rosa o bianche solo in particolari periodi dell’anno. Solitamente cadono dopo le feste, verso la primavera, ma la pianta non muore: entra semplicemente in una fase di riposo.Durante questo periodo è fondamentale tenerla all’ombra e lontana da fonti di luce artificiale, perché si tratta di una specie “brevidiurna” che fiorisce solo quando riceve poche ore di luce. Con la primavera arriva poi il momento della potatura energica e del trasferimento all’esterno. Tra ottobre e novembre la stella di Natale va riportata in casa, in un ambiente poco luminoso – non più di otto ore di luce al giorno – per stimolare la produzione delle nuove foglie colorate.Ultimo accorgimento, la concimazione: meglio scegliere prodotti ricchi di potassio e fosforo, soprattutto tra autunno e inverno, per favorire una nuova fioritura.

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