Dopo il crollo tra Mattinata e Vieste, l’esperta Amedei denuncia l’assenza di interventi strutturali: “In Capitanata il rischio frane riguarda qua

Dopo il crollo tra Mattinata e Vieste, l’esperta Amedei denuncia l’assenza di interventi strutturali: “In Capitanata il rischio frane riguarda quasi tutti i comuni, ma si continua a ignorare i tecnici. Migliaia di residenti vivono affidandosi alla fortuna”.Tragedia sfiorata o negligenza territoriale sulla statale 89 garganica tra Mattinata e Vieste? Si continua a discutere di dissesto idrogeologico, di rischio e pericolosità di territori che nella provincia di Foggia interessano il 97% dei comuni, ma quali sono le azioni conseguenti? Lo abbiamo chiesto alla geologa di Rodi Garganico, Giovanna Amedei.“Si riscontra una carenza di interventi. A seguito di eventi come la frana di questa mattina sulla SS89 Garganica, con la caduta di massi sulla carreggiata nei pressi di Mattinata, emerge la problematica relativa alla stabilità dei versanti, alle sue cause e alle possibili soluzioni”. Tuttavia, la realtà è che spesso queste rimangono mere enunciazioni legate all’emergenza post-evento, prive di riscontro in programmazioni e progetti specifici. La verità è che si continua a ignorare l’appello dei tecnici e dei geologi, i quali “sollecitano” il monitoraggio delle aree, l’aggiornamento delle cartografie e la comprensione dei fattori che determinano le frane, i quali, purtroppo, non sono esclusivamente naturali.“Si tende a dimenticare che in questi territori a rischio risiedono persone e che solo per circostanze fortuite non diventano vittime. La verità è che si privilegiano i convegni di rappresentanza rispetto a quelli tecnici, preferendo evidenziare solo determinati aspetti delle progettazioni senza considerare che ogni paesaggio, con la sua bellezza e le sue criticità è il risultato di un complesso processo geologico e geomorfologico. Dopo un prolungato periodo di siccità, seguito da piogge intense, la suscettibilità alle frane può diminuire? O riteniamo che la mera discussione sia sufficiente? È imperativo abbandonare le formalità, le visite superficiali alle aree colpite da frane e i convegni autocelebrativi. Dobbiamo invece avviare un’azione concreta, istituendo tavoli tecnici che coinvolgano gli ordini professionali e gli esperti del territorio. È fondamentale elaborare programmi seri per la messa in sicurezza del territorio, superando approcci frammentari. L’istituzione di uffici regionali specifici potrebbe, e sottolineo potrebbe, portare a un cambiamento. In caso contrario, le 26.000 persone residenti in aree ad alto rischio di frane e le 333.953 in quelle a rischio medio-basso dovranno affidarsi esclusivamente alla fortuna”.Traffico deviato lungo la provinciale 53Per tutta la durata della chiusura, i flussi veicolari vengono indirizzati sulla strada provinciale 53, unica alternativa utile per garantire collegamenti tra i due versanti del Gargano. Anas invita gli automobilisti alla massima prudenza, ricordando che i tempi di percorrenza potrebbero aumentare.
saverio serlenga
COMMENTI