Punto di non ritorno a Casa Sollievo, è rottura totale tra sindacati e governance: “Pronti allo sciopero”

Oramai tutte organizzazioni territoriali del personale di Casa Sollievo della Sofferenza hanno ingaggiato una battaglia senza esclusioni di colpi

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Oramai tutte organizzazioni territoriali del personale di Casa Sollievo della Sofferenza hanno ingaggiato una battaglia senza esclusioni di colpi all’indirizzo dell’Amministrazione guidata dal direttore generale Gino Gumirato, che in una nota di chiarimento inoltrata alla nostra redazione, ha provato a rimettere la palla al centro del campo, spiegando in buona sostanza che la Fondazione, pur offrendo un servizio pubblico da fondi del Servizio Sanitario Regionale, non otterrebbe mai alcun finanziamento aggiuntivo rispetto alle tariffe già previste per il pagamento delle prestazioni.

La battaglia ingaggiata dai sindacati
Le dichiarazioni del Dg dell’Irccs sono successive all’avvertimento lanciato dalle principali sigle sindacali, atteso che la governance dell’ospedale di San Pio avrebbe deciso unilateralmente di modificare il contratto collettivo nazionale, da quello della sanità pubblica, peraltro appena sottoscritto, a quello della sanità privata scaduto nel 2018 e non ancora rinnovato. Inoltre, le principali sigle sindacali – in merito agli arretrati e premi di produzione non corrisposto – hanno annunciato l’intenzione di procedere con i decreti ingiuntivi (leggi qui).

Perché Casa Sollievo è in sofferenza
La continua situazione di sofferenza finanziaria di Casa Sollievo della Sofferenza non sarebbe dovuta esclusivamente alle responsabilità delle governance precedenti a quelle del manager veneto, chiamato dal Vaticano a risollevare le sorti dell’Irccs di San Pio, ma anche al fatto – evidenziato da Gumirato – che per i soggetti privati non vi sarebbero risorse aggiuntive, con le tariffe per le prestazioni erogate modificate ogni 15 anni.

La battaglia delle sigle autonome
Nella battaglia già ingaggiata dalle principali sigle contro la direzione dell’ospedale di San Pio, si è unita anche la segreteria territoriale Nursind, che nella persona del segretario provinciale Giuseppe Giampietro, ha proclamato lo stato di agitazione con richiesta incontro di conciliazione e raffreddamento al Prefetto di Foggia. E dal Nursing Up.

Le motivazioni in vista dello sciopero
Queste le motivazioni che in caso di mancato accordo porterà alla dichiarazione di una o più giornate di sciopero: la prima è l’inadempienza degli art. 9,10,19,20 e dal 24 al 36 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro 2019/21 comparto sanità. In secondo luogo la mancata applicazione del C.c.n.l. 2022/24 comparto sanità dopo formale richiesta del 28/10/2025. Terzo motivo il mancato adeguamento al fondo premialità, art. 64 del C.c.n.l. 2022/24, come da verbale di riunione del 20/11/2025. Infine la comunicazione di mutamento del C.c.n.l. del 26/11/2025.

“Preoccupati anche per le ricadute economiche, organizzative e future dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, siamo a chiedere di espletare il tentativo obbligatorio di conciliazione al fine di risolvere lo stato di agitazione”.

Il nuovo contratto da marzo
Le due organizzazioni sindacali autonome hanno dichiarato lo stato di agitazione nei confronti dell’Amministrazione dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza. “La decisione è l’epilogo di mesi di trattative infruttuose e fa seguito alla comunicazione unilaterale dell’azienda di disdire il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Sanità Comparto Pubblico. A partire dal 1° marzo 2026, l’Amministrazione intende applicare il meno favorevole Ccnl Aioparis (8/10/2020), prospettando un inevitabile peggioramento delle condizioni economiche e normative per tutti i professionisti sanitari”.

La denuncia di Nursing Up e Nursind
Perentori i toni di Nursind e Nursing Up: “La disdetta del contratto rappresenta il culmine di una serie di dinieghi da parte della dirigenza aziendale, che nonostante le continue e legittime richieste sindacali, ha omesso di procedere alla selezione per i Differenziali Economici di Professionalità, un diritto contrattuale previsto dal Ccnl per il personale di comparto. È stata negata la richiesta di adeguare il Fondo Premialità secondo le previsioni dell’ultimo Ccnl Sanità (27/10/2025). L’azienda ha comunicato l’impossibilità di sostenere gli oneri derivanti dall’adeguamento al Ccnl 2022/24, sia per la parte tabellare che per gli arretrati, giustificando la scelta con la mancanza di incremento di entrate.”.

L’amarezza delle sigle sindacali autonome
Casa Sollievo della Sofferenza è riconosciuta come un punto di riferimento per l’eccellenza clinica nel Centro-Sud Italia, grazie all’impegno costante e alla professionalità dei suoi dipendenti. In un momento in cui il Governo e le Istituzioni Regionali stanno finalmente indirizzando risorse e attenzione verso il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale sanitario (un sistema ‘malato cronico’), la scelta dell’ospedale di San Pio rappresenta una drammatica inversione di tendenza.

Siamo profondamente amareggiati di fronte a questa miopia aziendale. È un tradimento della dedizione dei lavoratori. Invece di valorizzare chi garantisce l’eccellenza, si prospetta un taglio diretto agli stipendi (quelli per i prossimi mesi sono stati scongiurati da Gumirato). Questo è inaccettabile, specialmente nell’anno in cui ci si appresta a celebrare il 70° anniversario della Fondazione.

 

 

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