CRISI IDRICA IN CAPITANATA/ PRESSIONE RIDOTTA NELLE ORE SERALI, INVASO A 41 MILIONI DI M³: LA PROVINCIA DI FOGGIA FA I CONTI CON LA SICCITÀ, MA L’APPROVVIGIONAMENTO DOMESTICO È GARANTITO

A dirlo è l’ingegnere Antonio De Leo, direttore industriale di Acquedotto Pugliese (Aqp), che conferma come il sistema potabile, pur sotto pressio

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A dirlo è l’ingegnere Antonio De Leo, direttore industriale di Acquedotto Pugliese (Aqp), che conferma come il sistema potabile, pur sotto pressione, “tenga” grazie a una gestione mirata e a interventi di efficienza.In provincia di Foggia la crisi idrica è reale, ma non ancora al punto di collasso. La diga di Occhito, principale bacino al confine tra Puglia e Molise, contiene attualmente circa 41 milioni di metri cubi d’acqua, poco più di dieci milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che segnala criticità ma anche una certa tenuta rispetto al 2024.Secondo Aqp, le riserve complessive negli invasi pugliesi risultano inferiori del 42% rispetto alla media storica. Per fronteggiare la situazione, l’azienda ha introdotto misure tecniche di contenimento, come la riduzione della pressione nelle ore serali, e ha rilanciato la campagna di sensibilizzazione “Siamo in riserva”, rivolta ai cittadini per ridurre sprechi e consumi.«Abbiamo investito sul recupero delle perdite, sull’efficientamento delle reti e sulla diversificazione delle fonti idriche» spiega De Leo, sottolineando come tra i progetti in corso figurino il riuso delle acque affinate in agricoltura e la realizzazione di impianti di dissalazione, come quello previsto sul fiume Tara, per mettere in sicurezza il fabbisogno idrico pugliese nel lungo periodo.La carenza d’acqua, però, pesa fortemente sul comparto agricolo. Se per l’uso potabile la copertura è al momento garantita – almeno fino a gennaio – l’irrigazione resta limitata e incerta. Un prolungato periodo di scarse piogge e temperature elevate potrebbe aggravare la situazione, riducendo ulteriormente la capacità di ricarica degli invasi.In sintesi, la crisi idrica in Capitanata rappresenta un segnale d’allarme concreto ma non ancora un’emergenza per l’acqua potabile. Il sistema regge grazie alle misure adottate da Aqp, ma il margine di sicurezza è ridotto. La collaborazione di cittadini, istituzioni e settore agricolo sarà decisiva per superare i prossimi mesi e preservare una risorsa che, in Puglia, è ormai sempre più preziosa.

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