Dopo le lettere di compliance inviate ad aprile, l’Agenzia delle Entrate invia altre 12 mila comunicazioni a tutti i contribuenti che hanno effett

Dopo le lettere di compliance inviate ad aprile, l’Agenzia delle Entrate invia altre 12 mila comunicazioni a tutti i contribuenti che hanno effettuato interventi agevolati con il Superbonus senza aver adeguato la rendita catastale all’aumento di valore dell’immobile. Le prime missive sono state inviate mercoledì 29 ottobre, come era stato anticipato dal Sole 24 Ore.L’invio delle lettere andrà avanti almeno per tre anni e metterà sotto la lente circa 60 mila immobili. Il piano dell’Agenzia dell’Entrate prevede che vengano inviate 15 mila lettere nel 2025, altre 20 mila nel 2026 e 25 mila nel 2027. L’Agenzia attua in questo modo quanto previsto dalla legge di Bilancio dello scorso anno che le aveva dato la possibilità di effettuare riscontri per individuare chi non si è messo in regola dopo aver utilizzato l’agevolazione. Le lettere non rappresentano l’avvio formale di un controllo, ma un invito a spiegare all’Agenzia la propria nuova posizione.Per le prime 3 mila lettere, inviate ad aprile, l’Agenzia è partita dai casi più estremi, come ruderi, case in costruzione ed edifici collabenti con rendita catastale pari a zero. La scelta è stata quella di agire con gradualità e iniziare dai casi in cui il rischio di contenziosi con i contribuenti era minore. Ora invece gli accertamenti si concentrano su immobili con rendite molto basse, a fronte di importi di lavori dichiarati che appaiono sproporzionati rispetto al valore catastale dichiarato.Cosa può fare chi riceve la letteraChi riceverà la lettera di compliance, dopo aver verificare la correttezza dei dati e di quanto segnalato nella missiva, potrà fornire ulteriori informazioni all’Agenzia e chiarire la propria posizione. Se non ha aggiornato la rendita catastale dell’immobile, potrà regolarizzare la propria posizione beneficiando di una sanzione ridotta.
corrieredellasera
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