PNRR, la Regione Puglia torna in Capitanata: “Serve un piano B per Borgo Mezzanone”

Sempre più a rischio i i 54 milioni stanziati nell’ambito del PNRR e destinati al superamento del ghetto di Borgo Mezzanone. In questi giorni nel

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Ritorno al ghetto di Borgo Mezzanone, tra condizioni precarie e forme di  socialità

Sempre più a rischio i i 54 milioni stanziati nell’ambito del PNRR e destinati al superamento del ghetto di Borgo Mezzanone. In questi giorni nel Foggiano è tornato il dirigente del settore Politiche Migratorie e Antimafia Sociale della Regione Puglia, Vitandrea Marzano. “Questa triste pagina di male accoglienza in Capitanata va superata. Avevamo confidato molto sui fondi del PNRR che purtroppo oggi sono a forte rischio. Fondi importanti per svoltare e raggiungere quell’obiettivo di superare gli insediamenti a favore di nuove forme di accoglienza, un obiettivo condiviso dalle amministrazioni comunali di Manfredonia e Foggia che non hanno nessuna colpa per il mancato arrivo di quei soldi. Purtroppo in mancanza di quelle risorse il traguardo resta lontano. Speriamo che il Governo centrale possa individuare altre linee di finanziamento in grado di non disperdere questa grande opportunità. È un investimento troppo importante per Borgo Mezzanone”.Ma perchè quei fondi sono a rischio? “Sono a rischio – ha aggiunto Marzano – perchè il PNRR ha una temporalità che evidentemente in Commissione europea non si vuole derogare. I fondi vanno spesi e rendicontati entro dicembre 2026. Oggi abbiamo oltre 7000 presenze tra Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, ex ghetto di Rignano, e l’investimento infrastrutturale abitativo non è compatibile con i tempi dettati da Bruxelles. Pertanto, oggi, nessun Comune, pure in possesso dei PAL e delle progettazioni, e di un protagonismo importante, non si avventura nel progettare un investimento complesso con una tempistica così ridotta. Purtroppo in questo momento c’è una inefficienza nei flussi di spesa e nel coordinamento tra enti dello Stato e dell’Europa”.

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