In riferimento alla manifestazione sindacale del 28 ottobre u.s. e ai successivi articoli di stampa, il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano

In riferimento alla manifestazione sindacale del 28 ottobre u.s. e ai successivi articoli di stampa, il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano ritiene doveroso fornire alcune precisazioni.Il trasferimento della sede operativa a Cagnano Varano e la contestuale implementazione della sede legale di San Marco in Lamis come sede operativa rappresentano il risultato di un percorso trasparente, condiviso e pienamente legittimo, definito con Delibera del CdA n. 604/2025, in conformità alle norme statutarie e alla L.R. n. 4/2013.Il processo decisionale ha visto non solo un ampio coinvolgimento dei soggetti istituzionali interessati, ma anche una significativa partecipazione popolare: un comitato di consorziati ha infatti promosso una petizione, raccogliendo oltre 1.300 adesioni tra firme cartacee e online, a sostegno della scelta di rafforzare la presenza del Consorzio sul territorio garganico. All’iniziativa hanno aderito anche diversi amministratori locali del Gargano, espressione del territorio e dei suoi cittadini.La decisione, maturata dopo un’attenta analisi tecnico-economica e dopo interlocuzioni istituzionali con gli enti territoriali, ha come unico obiettivo quello di migliorare l’efficienza dei servizi di bonifica, irrigazione e manutenzione, avvicinando ulteriormente l’Ente ai propri consorziati e all’area di effettiva competenza.Si precisa, inoltre, che i lavoratori aderenti allo sciopero sono stati 13, e non 30 come riportato da alcune fonti: un piccolo dettaglio che lascia intendere come qualcuno sembri non conoscere nemmeno la reale dotazione organica dell’Ente.Il Consorzio continuerà a operare con trasparenza, responsabilità e spirito di servizio, nel solo interesse dei consorziati e del territorio garganico, nel pieno rispetto della democrazia rappresentativa che ne legittima l’azione, superando un’anomalia unica in Italia, quella di una sede operativa collocata al di fuori del proprio comprensorio di riferimento.Sarà cura dell’Amministrazione rendere pubblici i dettagli del percorso che ha condotto a questa scelta condivisa e coerente con la missione istituzionale del Consorzio.

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