Furti ai Postamat, Poste Italiane spegne 10 sportelli nella provincia di Foggia: l’ultima notte nuovo assalto a Stornarella

Dalle ore 19 di ieri, 2 ottobre, Poste Italiane ha proceduto allo spegnimento notturno di altri 10 sportelli Postamat nella provincia di Foggia, n

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Dalle ore 19 di ieri, 2 ottobre, Poste Italiane ha proceduto allo spegnimento notturno di altri 10 sportelli Postamat nella provincia di Foggia, nel quadro delle misure straordinarie adottate per fronteggiare l’ondata di tentativi di furto che sta colpendo il territorio.
Gli ATM disattivati temporaneamente sono quelli di Foggia Centro, Foggia 9 e 10, Candela, Casalvecchio di Puglia, Rignano Garganico, Ordona, Rocchetta Sant’Antonio e San Giovanni Rotondo 1.
Il provvedimento – che riguarda solo le ore notturne – prevede che gli sportelli vengano riattivati alle ore 8:00 del giorno successivo.
Nuovo colpo fallito a Stornarella: la cassaforte regge all’esplosivo
Nella stessa notte del 2 ottobre, a Stornarella, si è registrato un nuovo tentativo di far esplodere un Postamat. L’attacco non è andato a segno grazie ai dispositivi di sicurezza installati dopo un precedente colpo risalente al 6 dicembre 2023, quando un’esplosione causò gravi danni strutturali all’ufficio postale, rimasto chiuso per mesi, provocando pesanti disagi per i cittadini.
A seguito di quell’episodio, Poste Italiane ha potenziato le difese dell’ATM installando una gabbia protettiva in acciaio progettata per contenere le esplosioni. Anche questa volta, nonostante sia stata impiegata una significativa quantità di esplosivo, la cassaforte è rimasta completamente integra, impedendo ai malviventi di accedere al denaro.
Assalti in aumento: il 58% nei piccoli comuni, +102% gli attacchi con esplosivo
Il fenomeno degli attacchi ai Postamat è in forte aumento a livello nazionale e colpisce in particolare le aree meno presidiate.
Nel 2024, secondo i dati interni, il 58% degli attacchi agli ATM è avvenuto in comuni con meno di 15.000 abitanti, il 20% nei capoluoghi di provincia, il restante 22% in zone periferiche. Ancora più allarmante è l’incremento degli attacchi con esplosivo: +102% rispetto al 2023.
Ma il danno non si limita al contante sottratto: ogni esplosione comporta una lunga lista di costi indiretti per l’Azienda e disagi per l’utenza. I danni strutturali agli edifici, la sostituzione degli ATM, i tempi di ripristino (in media tre mesi per l’ATM, due mesi per la riapertura dell’ufficio) e l’eventuale installazione di uffici mobili o container, incidono pesantemente sui bilanci. A ciò si aggiungono i minori incassi commerciali dovuti alla sospensione dei servizi.
La risposta di Poste: sicurezza tecnologica e presidio dei piccoli comuni
Poste Italiane conferma il proprio impegno nel garantire la sicurezza dei propri sportelli attraverso l’adozione di misure sempre più sofisticate. La strategia aziendale punta su una combinazione “ridondante e diversificata” di strumenti di sicurezza:
Security Mask (che neutralizza il contante in caso di manomissione)
Gabbie protettive in acciaio
Nebbiogeni
Sistemi di videonalisi
Svuotamento notturno degli ATM in aree a rischio
In parallelo, con i progetti “Polis” e “Piccoli Comuni”, Poste sta aumentando la presenza di sportelli automatici anche nei centri più isolati, in controtendenza rispetto al fenomeno dell’abbandono delle aree interne.
Un equilibrio difficile: sicurezza e accessibilità
Le misure di spegnimento notturno e l’intensificazione dei controlli si rendono necessarie in un contesto sempre più esposto a tentativi criminali. Tuttavia, il bilanciamento tra sicurezza e accessibilità ai servizi resta delicato, soprattutto in territori come quello foggiano, dove molti comuni sono già penalizzati da carenze infrastrutturali e mobilità ridotta.
Il caso di Stornarella dimostra che la prevenzione tecnologica può funzionare, ma anche che la pressione criminale rimane alta. E mentre Poste rinforza le difese, le comunità locali continuano a pagare il prezzo in termini di disagi, code e servizi temporaneamente sospesi.

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