Non solo una ‘bussola’ per orientare correttamente l’operato dei dipendenti pubblici – anima e cuore delle amministrazioni –, ma soprattutto uno s

Non solo una ‘bussola’ per orientare correttamente l’operato dei dipendenti pubblici – anima e cuore delle amministrazioni –, ma soprattutto uno strumento operativo per prevenire, riconoscere e fronteggiare eventuali fenomeni corruttivi.È il nuovo ‘Codice di comportamento’ dei dipendenti pubblici nei comuni sciolti per mafia, stilato in modo congiunto dai comuni di Foggia, Manfredonia, Cerignola, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Orta Nova, negli anni segnati dalla medesima esperienza, e che hanno messo sul tavolo le proprie esperienze, confrontando e stigmatizzando comportamenti a rischio ed evidenziandone i ‘campanelli d’allarme’, per giungere a una valutazione condivisa dei punti di forza e delle criticità dei regolamenti esistenti, fino all’elaborazione di un modello omogeneo, destinato a essere recepito formalmente dalle amministrazioni coinvolte.Un modello sperimentale unico per tutti i comuni, quindi, che promuove un ambiente integro e trasparente e che punta a diventare riferimento per altre amministrazioni del Paese sciolte ai sensi dell’ex art. 143 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. “La vera forza delle nostre democrazie locali sta nella capacità di fare rete tra istituzioni e comunità: solo così legalità e trasparenza diventeranno valori condivisi e pratiche quotidiane”, ha spiegato Giovanna Bruno, vicepresidente Anci Puglia.Il nuovo ‘Codice di Comportamento’
Il Codice è strutturato in 21 articoli (più le disposizioni finali) e pone al centro dei postulati l’etica del dipendente, chiamato ad agire secondo integrità, trasparenza e correttezza ma anche a riconoscere e denunciare comportamenti e percorsi opachi o a rischio. Scorrendo il testo, messo già a disposizione dei dipendenti delle Amministrazioni coinvolte, vengono normati gli incarichi di collaborazione con soggetti privati, la partecipazione ad associazioni e organizzazioni e anche l’attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro.Ampio spazio è dedicato al rischio di conflitti di interesse, gestione di regali e altre utilità. Nel mondo iperconnesso, viene regolamentato anche l’uso e l’esposizione personale sui social network, la gestione dei rapporti con il pubblico e i comportamenti nei rapporti privati e in servizio. Centrali sono gli articoli dedicati alla prevenzione della corruzione e alla segnalazione di condotte illecite. Sull’argomento, è stata aperta una finestra sullo strumento whistleblowing, con Valentina Donini, docente della scuola nazionale della amministrazione e portavoce Forum Governo Aperto. “Un istituto giuridico che esiste da tempo ma che stenta a decollare”, ha spiegato Donini, “perché manca il contesto socio culturale per il quale il ‘segnalante’ non è una spia, un traditore. Segnalare non è eroismo, è un dovere del dipendente”. A conferma di ciò, l’inciso di Alfredo Mignozzi, segretario generale del Comune di Foggia e di Anci Puglia, oggi in veste di moderatore: “Da quando ho attivato, ormai anni fa, la casella di posta dedicata, mai nessuna segnalazione è giunta”.Il codice è stato stilato dai rappresentanti delle sei amministrazioni, in collaborazione con la Prefettura di Foggia, il Coordinamento di Anci Puglia e l’Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione. “Le amministrazioni vogliono tagliare definitivamente i legami del passato e stilare delle regole interne che garantiscono l’integrità per evitare che la storia si ripeta”. E in questo percorso hanno l’Anac al loro fianco, non come organo censore ma come “alleato per riallacciare e rafforzare il legame con la società civile sana e garantire servizi migliori”, ha spiegato il presidente Anac Giuseppe Busia. “Perché le misure anti-corruzione sono strumenti per la creazione di un tessuto vitale e sano, e garantiscono la capacità amministrativa”.“In questo percorso, il Foggiano si propone come laboratorio di innovazione istituzionale e amministrativa. Nei Comuni sciolti per mafia, il sostegno di altre amministrazioni con comprovata esperienza e professionalità può rivelarsi uno strumento prezioso per diffondere buone pratiche e consolidare la rinascita della fiducia”, ha aggiunto Brusia.Dall’etica personale all’etica pubblica
Ad aprire i lavori sono stati gli interventi di mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino e di mons Franco Moscone, della diocesi di Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Vieste. Entrambi hanno posto l’accento sull’importanza della centralità della persona e dell’etica personale, dei valori che devono orientare l’operato dei sindaci e dell’intera macchina amministrativa. “Le beatitudini racchiudono l’etica della Chiesa. Il Vangelo deve andare a braccetto con la Costituzione Italiana, la più bella, che pone al centro l’uomo con i suoi diritti e le sue responsabilità. Bisogna seguire le beatitudini, in modo cristiano o laico che sia”, spiega mons. Ferretti che lancia l’allarme sul rischio, concreto, di sprecare le possibilità del Pnrr e dei fondi stanziati per superare l’emergenza dei ghetti.


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