Tremiti, il Comune è stufo del Parco del Gargano: “Usciamo e gestiamo noi l’Area Marina Protetta

Alla luce dell'apertura dei nuovi campi boa, il vicesindaco Gabriele Fentini sottolinea un malcontento sempre più diffuso: “Il Parco è gestito da

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CONVOCAZIONE del CONSIGLIO COMUNALE – Manfredonia 9 Maggio 2025 ore 15.00. diretta web

Alla luce dell’apertura dei nuovi campi boa, il vicesindaco Gabriele Fentini sottolinea un malcontento sempre più diffuso: “Il Parco è gestito da una governance centralizzata che esclude i reali rappresentanti locali, limitando notevolmente lo sviluppo del territorio”. Nel tempo, diversi organismi hanno riconosciuto come la “questione Tremiti” presenti caratteristiche uniche, evidenziando le sensibili differenze tra il Gargano montuoso e l’arcipelago, oltre alle difficoltà funzionali derivanti dalla distanza geografica.I tremitesi ritengono quindi che la gestione dell’Ente con sede a Monte Sant’Angelo sia “accentrata e inadeguata” anche sotto il profilo economico. Tanto più, aggiungono, se si tiene conto che l’Area Marina Protetta non figura ai vertici della graduatoria Sodecri, vale a dire il sistema ministeriale che valuta le performance e distribuisce fondi alle aree marine protette. Per il Comune ciò rappresenta la prova concreta dell’inefficienza dell’attuale assetto e della necessità di instaurare una leadership più radicata nel territorio.L’elemento scatenante è stata l’apertura dei nuovi campi boa, misura promossa dal Parco Nazionale del Gargano, alla quale popolazione e amministrazione comunale si oppongono. Residenti e operatori turistici denunciano costi elevati per l’ormeggio, oltre a nuove limitazioni per navigazione, balneazione e piccola pesca costiera. Per Fentini si tratta di una programmazione imposta dall’alto – su oltre 110.000 metri quadrati di mare – e dell’ennesima decisione da parte dell’Ente Parco che in questo modo non porta benefici tangibili al territorio, né tiene conto delle rimostranze di chi ci vive.Altro nodo irrisolto riguarda Pianosa, inaccessibile da più di trent’anni. “Per noi non è solo una risorsa naturale, ma una parte fondamentale della nostra identità e un’opportunità economica negata. Le promesse di una gestione condivisa sono rimaste sulla carta” commenta Gabriele Fentini. “Le restrizioni imposte su pesca, edilizia e attività costiere hanno ormai portato molti ad abbandonare abitudini tradizionali, segnando una lontananza crescente dal territorio. A questo si somma l’“indifferenza totale della Regione Puglia”, considerata assente e poco incline a tutelare gli interessi dell’arcipelago” aggiunge il vicesindaco.Da qui la proposta di una gestione tremitesi: si sta valutando la possibilità di convocare una seduta speciale e dedicata del Consiglio comunale per discutere la mozione di uscita dal Parco del Gargano e avviare un percorso amministrativo per affidare la gestione dell’Amp delle Isole Tremiti a un ente locale, seguendo gli esempi delle Amp Egadi e Pelagie. “Rivendichiamo un Parco che sia espressione autentica dei bisogni dei tremitesi e sappia unire difesa dell’ambiente e crescita economica. Non accettiamo più di essere semplicemente una periferia del Gargano. È il momento che le Tremiti conquistino la propria autonomia e che siano le stesse isole a decidere il proprio futuro”.

 

 

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