Callao, in Perù, è il più grande e importante porto e nodo logistico principale del Sud America. I mercati locali, l'architettura coloniale e le opere
Callao, in Perù, è il più grande e importante porto e nodo logistico principale del Sud America. I mercati locali, l’architettura coloniale e le opere di street art come quelle del Monumental Callao, fanno da cornice alla sua vibrante vita marittima. Una realtà in espansione ed in diversificazione della blue economy attraverso la valorizzazione della pesca artigianale, del turismo costiero e delle produzioni di seafood sostenibili: le cozze (churro) e la cochina (corvina) che si ritrovano nel Porto Alti Fondali di Manfredonia, integrato nell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, un modello replicabile polifunzionale del sistema portuale e costiero dello scalo pugliese.
Nello specifico: shipping, logistica e maricoltura per lo sviluppo sostenibile. L’intento avviato a realizzazione dagli operatori peruviani, è quello di attivare nell’Oceano Pacifico il modello polifunzionale ispirato al porto di Manfredonia, finalizzato a produrre soluzioni occupazionali, ambientali e produttive in grado di sostenere la transizione climatica e sociale con gli indicatori ESG (metriche quantitative e qualitative per misurare la sostenibilità aziendale) integrando orti, logistica, maricoltura e biorimediazione per la blue economy rigenerativa.
Una serie di attività diversificate e sostenibili, da tempo operativi nella struttura portuale alti fondali che non è solo porto industriale che in ogni caso va valorizzandosi. Per certi versi, una “scoperta” anche per i manfredoniani che hanno considerato quella struttura dalle ardite soluzioni architettoniche, un orpello panoramico fine a sé stesso, mentre si andava sviluppando una avveniristica serie di progetti scientifici. Non a caso quelle “palafitte” che reggono la struttura proiettata in mare aperto per circa tre chilometri, i famosi architetti Fuksas e Renzo Piano le hanno adottate per la realizzazione di piste di atterraggio in Cina e Giappone.
Nel 1997, la famiglia Cariglia realizza il primo impianto di maricoltura nel Golfo di Manfredonia che conta oggi 64 gabbie ed è uno dei principali esempi di acquacoltura multitrofica integrata nel Mediterraneo. È l’incipit di un variegato modello di governance che ha portato alla costruzione delle linee guida della blue economy rigenerativa auspicata dalla Blue Economy Paper dell’Unione Europea. Il Porto Alti Fondali viene modellizzato attraverso il sistema cloud e di intelligenza artificiale messo a disposizione delle piattaforme di sviluppo internazionali in collaborazione con EIT FOOD, l’Agenzia Europea di sviluppo tecnologico, e delle istituzioni universitarie di Bari, Molise, Camerino e Federico II rispettivamente con le Proff. Caterina Longo, Simona Tarricone, Nicolaia Iaffaldano, Alessandra Roncarati e Armando Zarrelli. Di qui viene identificato come buona prassi da replicare per rispondere alla domanda di diversificazione delle produzioni e sostenibilità nella blue economy. Ma vi è di più Manfredonia è considerata un modello replicabile in termini di sostenibilità e governance perché in esso coesistono integrate ben 5 su 9 filiere della blue economy: pesca, turismo, shipping, maricoltura, cantieristica e blubiotecnologie.
«In seguito ad un’attenta ricerca partita nel 2019 e sfociata nel progetto “Entre dos Aguas” – spiega Andrés Ugaz, presidente del Patronato per la Cocina del Callao e imprenditore – abbiamo identificato le buone pratiche per mutuare modelli virtuosi e ripensare al Callao con la blue economy rigenerativa. A Manfredonia abbiamo individuato un modello replicabile e scalabile sulla dimensione del Callao». In questo percorso, iniziato lo scorso ottobre, i peruviani hanno potuto contare sul sostegno del Patronato por la Cocina del Callao, del Ministero della Cultura del Perù a Callao, della Fondazione Capital e della Banca Interamericana di Sviluppo, dell’ITS Blue Economy di Manfredonia, di Aquacloud sb e dell’Università di Bari. «Il risultato – prosegue Ugaz- consente di mutuare il modello gestionale in Callao e identificare in varie aree la possibilità di insediare allevamenti di cozze e pesce sia per l’alimentazione umana sia per il biorisanamento, in coesistenza con le attività classiche ed attivando nuove filiere di economia circolare. La collaborazione con gli attori italiani è virtuosa e spazia dalla produzione alla formazione all’inclusione sociale e delle donne nel lungo periodo».
Il mare, ancora una volta, si rivela mentore della Manfredonia operosa, quella lontana dai clamori mondani, ma concentrata a individuare e valorizzare le risorse che possono assicurare un avvenire di lavoro e di progresso alla città.
Michele Apollonio

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