Non sono stati pochi i fedeli che, recandosi in Cattedrale in questi giorni della Festa grande cittadina, a rendere omaggio alla santa Patrona della

Non sono stati pochi i fedeli che, recandosi in Cattedrale in questi giorni della Festa grande cittadina, a rendere omaggio alla santa Patrona della città, Maria Santissima di Siponto, si sono chiesti chi fossero quei due santi ai lati del sacro Quadro della Madonna.
Quest’anno, per la Festa in onore della santa Patrona Maria SS di Siponto, è stata ripresa una antica consuetudine da tempo trascurata, quella cioè di evidenziare, con speciali e ricchi drappeggi, il Quadro della Santa Patrona, e collocando ai suoi lati san Lorenzo Maiorano e san Filippo Neri, vale a dire i due compatroni di Manfredonia. L’immagine diffusa anche da uno scatto di D. P. Usato, ha colpito amabilmente la gente che ha accolto di buon grado la “novità”. Che poi novità non è.
Quella di accompagnare l’icona della Madonna di Siponto (che il Petrarca chiama “STELLA di Siponto”) nella Festa di fine agosto a lei dedicata, con i due compatroni, è infatti tradizione antica andatasi spegnendo un po’ per l’evolvere del cerimoniale nel tempo, ma soprattutto per necessità organizzative e non ultimo, di sicurezza. Come mostrano alcune foto della collezione Piemontese, degli inizi del secolo scorso, l’addobbo della Cattedrale di Manfredonia per accogliere la Madonna che arrivava dalla cattedrale di Siponto dove “abitava”, veniva predisposto da esperti “apparatori” che venivano da Napoli, da Foggia e San Marco in Lamis.
Il Quadro delle Madonna veniva esposto sull’altare maggiore della Cattedrale, al centro di un imponente trono ricco di tendaggi di seta e di pizzo e con ai lati i compatroni Lorenzo Maiorano e Filippo Neri che hanno entrambi, in epoche e ragioni diverse, contrassegnato la storia di Manfredonia. Il primo, arrivato dal Costantinopoli, è il patrono storico di Siponto e quindi di Manfredonia (lo stemma della città lo ha immortalato in uno degli episodi fissati nella storia cittadina); mentre il secondo è stato portato dall’arcivescovo Vincenzo Maria Orsini (divenuto poi papa Benedetto XIII) per una sua devozione personale dopo essere scampato al terremoto del 1688. San Filippo Neri è l’unico ad avere la bolla papale (Innocenzo XI) che lo nomina patrono di Manfredonia. Le reliquie del cuore di san Filippo Neri sono conservate nella cattedrale, così come un braccio di san Lorenzo Maiorano, reliquia superstite del corpo bruciato nell’incendio della cattedrale del 30 agosto 1872. Entrambe le statue, in cartapesta di scuola leccese, sono esposte in nicchie con altare, nella cattedrale.
I due compatroni, assieme alla statua di San Michele Arcangelo, seguivano la Madonna di Siponto nel pellegrinaggio che il 31 di agosto compiva in solenne processione con il clero e il popolo sipontino, per le vie cittadine. Anche questa prassi, così come quella del fastoso addobbo in cattedrale, ha resistito fino sul limitare degli Anni sessanta quando è andata mano-mano ridimensionandosi. Fino all’attuale cerimoniale più sobrio, e essenziale che, se vogliamo, esalta più compiutamente i valori e i messaggi di fondo che trasmette la ricorrenza della liturgia della Festa della Madonna.
Il ripristino della compresenza dei tre Patroni di Manfredonia, non più sull’altare maggiore bensì nella cappella dedicata a Maria SS di Siponto, al centro della Cattedrale, l’icona stabilizzata con tutti gli accorgimenti tecnici di protezione e sicurezza, è un ulteriore attestato della continuità nella manifestazione di fede e religiosità del popolo di Manfredonia, di quello residente e di quello sparso per il mondo che torna numeroso per la solenne occasione.
Michele Apollonio

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