Quelli da oggi a poco dopo Ferragosto sembrano giorni destinati a mettere in pausa le tensioni nel centrosinistra, a poco più di tre mesi dalle Re

Quelli da oggi a poco dopo Ferragosto sembrano giorni destinati a mettere in pausa le tensioni nel centrosinistra, a poco più di tre mesi dalle Regionali in Puglia. Quantomeno apparentemente. Complici le vacanze di molti esponenti del Partito democratico, la querelle slitta alla seconda metà del mese.
Il primo a prendersi una pausa da tutto è proprio Antonio Decaro, che da oggi al 18 agosto si sta concedendo qualche giorno in famiglia lontano dai problemi irrisolti che lo spingono a non ufficializzare la sua candidatura alle prossime elezioni regionali. E questi problemi sono Michele Emiliano e Nichi Vendola, intenzionati a candidarsi a consiglieri regionali semplici dopo 10 anni da governatori. Secondo alcuni una deroga potrebbe farla solo per una chiacchierata (telefonica) con il senatore Francesco Boccia, il pontiere al lavoro per tentare di dipanare la matassa.
Di sicuro c’è che Boccia sta già provando a trovare la quadra. Per ora non ha portato sul tavolo dell’uno o dell’altro nessuna proposta concreta ma, assicurano autorevoli fonti dem, sta facendo leva sull’amicizia che lega da oltre 20 anni Antonio Decaro e Michele Emiliano per riuscire a far tollerare la presenza nelle liste del governatore e non rischiare una frattura pressoché insanabile nel centrosinistra pugliese. Un «brutto clima, tesissimo», come lo descrivono nel partito.
E in questa totale incertezza su quello che verrà, si fanno avanti tentativi di mediazione. Come quello dell’ex sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, in un post sui social. Salvemini, in una sorta di lettera aperta, seppur riconoscendo la legittima volontà di Decaro di non volere la ricandidatura dei predecessori («non è irriconoscenza», dice) sollecita, però, a non accantonare la storia di Emiliano, piuttosto a «chiedergli aiuto per organizzare al meglio la coalizione, perché, come sappiamo, il solo candidato presidente non basta se si ha l’obiettivo non solo di vincere ma ben governare. E – prosegue – ingaggiarlo per dare forza al civismo pugliese, o attraverso incarichi importanti nel governo della Regione».
Il punto, però, è che il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte non è, a oggi, disposto ad accettare un coinvolgimento di Emiliano nel governo. L’intesa Antonio Decaro-Giuseppe Conte, assicurano maggiorenti del Pd, è ciò che sta iniziando a preoccupare la segretaria nazionale dem Elly Schlein. Del resto il 2027 non è così lontano, e costruire ora alleanze solide può diventare problematico in futuro, quando ci sarà da scegliere il candidato o la candidata premier per il centrosinistra.
Fantapolitica? No. Preoccupazioni reali che passano dalla Puglia e dalla incredibile virata che hanno assunto le prossime regionali che, è sempre più probabile, si terranno il 23 novembre prossimo. Intanto, il centrodestra non resta a guardare. Dopo lo scatto in avanti della Lega che ha presentato al vicepremier Matteo Salvini tre nomi di papabili candidati presidente, la coalizione cambia strategia: pronta la candidatura di un importante imprenditore del Barese, il cui nome è ancora top secret.
corrieredelmezzogiorno

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