DAL GARGANO AL SALENTO, FARAGLIONI E LEGGENDE

I faraglioni sono grossi scogli lunghi e stretti e a sviluppo verticale che emergono dal mare a pochissima distanza dalla costa. Per la loro singo

TREMITI ISOLATE NONOSTANTE L’APPALTO DA 20 MILIONI: LA NAVE JET NLG MAI PARTITA DA TERMOLI
Allerta gialla sulla Puglia centro-settentrionale
Accordo storico, ecco il patto tra Princes di Foggia e Regno Unito per esportare il nostro pomodoro

Leggenda de "Le due sorelle" a Torre Dell'Orso - Visit Melendugno

I faraglioni sono grossi scogli lunghi e stretti e a sviluppo verticale che emergono dal mare a pochissima distanza dalla costa. Per la loro singolarità costituiscono una risorsa turistica. La nostra regione può vantarne più d’uno. Nel Salento ne troviamo dalle parti di Melendugno, in località Sant’Andrea (‘Le due sorelle, nell’immagine) e nelle acque di Torre dell’Orso. Venendo al Gargano, due ‘spuntano’ nella baia dei Mergoli fra Mattinata e Vignanotica. Un monolito in pietra calcarea svetta a 25 metri d’altezza davanti alla spiaggia del Castello a Vieste ; lo chiamano Pizzomunno. Passando alle Tremiti, se ne contano una decina a punta Diamante (isola di San Domino) ; vengono chiamati ‘pagliai’ per via della conformazione fortemente piramidale, che un poco ricorda quella dei pagliai, appunto.

L’esuberante singolarità di queste formazioni rocciose ha spesso ispirato leggende. Vediamo quella che riguarda ‘Le Due Sorelle’ di Sant’Andrea : Un giorno due sorelle si trovano in riva a quello specchio d’acqua. Una delle due decide di farsi un bagno. Ma un mulinello, un malore chissà, a un certo punto la sfortunata bagnante si trova in difficoltà, annaspa, invoca aiuto. L’altra non perde tempo, si tuffa, la raggiunge. il soccorso però si rivela vano : annegano abbracciate l’una all’altra. Impietosito, Poseidone, il dio del mare, le trasforma in due colossali e ravvicinati scogli…

Anche a proposito di Pizzomunno si è scatenata la fantasia popolare. Pizzomunno era un giovane e bellissimo pescatore, perduto d’amore (ricambiato) per Cristalda, la più bella di Vieste. Pizzomunno usciva la notte per pescare ed ogni volta le sirene, ammaliate, si avvicinavano alla sua barca e per lui intonavano canti offrendogli di diventare immortale se si fosse unito a loro. Forte della promessa fatta a Cristalda, il giovane respingeva ogni volta l’offerta. Indispettite dai rifiuti e ingelosite, allora le sirene rapirono Cristalda che in riva al mare attendeva il ritorno dell’amato e la trascinarono sul fondo, dove la incatenarono. Pietrificato dal dolore, Pizzomunno divenne l’attuale monolito.

Sempre secondo la leggenda, ogni cento anni, la notte del 15 agosto, Cristalda riemerge dagli abissi e Pizzomunno ritorna in forma umana, e i due vivono nuovamente, solo per una notte, il loro antico amore… Un’altra versione vuole che Cristalda fosse a propria volta una sirena e che la sua storia con Pizzomunno fosse mal vista dalle sorelle. Alla fine, invidiose per la fortuna che Cristalda aveva avuto in amore, esse trasformarono Pizzomunno nel noto faraglione. Anche questa versione prevede che i due innamorati si ricongiungano periodicamente. Secondo una superstizione collegata, se si compie un giro completo intorno al Pizzomunno formulando un desiderio, il desiderio si avvererà…

Nel 2018 Max Gazzè ha partecipato al Festival di Sanremo con un brano che racconta questa leggenda e intitolato ‘La leggenda di Cristalda e Pizzomunno’, classificandosi sesto.

Riconoscente, il Comune di Vieste ha conferito al cantautore romano la cittadinanza onoraria e fatto dipingere alcune frasi del testo della canzone sui gradini della scalinata (ora ‘dell’Amore’) che collega il municipio alla parte alta della città.

COMMENTI

WORDPRESS: 0