Dura presa di posizione su un’opera approvata dalla giunta comunale. Dubbi su sicurezza, impatto ambientale e rispetto del paesaggio: “Serve più u

Dura presa di posizione su un’opera approvata dalla giunta comunale. Dubbi su sicurezza, impatto ambientale e rispetto del paesaggio: “Serve più umiltà e una visione collettiva”.
Sta facendo discutere la recente pitturazione della storica scalinata in marmo che collega via Massimo D’Azeglio con corso Matino, ribattezzata ufficialmente “Scalinata del benvenuto” con delibera di giunta n. 56 dell’8 aprile 2025. Un intervento colorato, pensato per abbellire e dare identità visiva al luogo, che però sta sollevando forti perplessità tra cittadini e osservatori stando ad un comunicato di “Radici e Futuro – Mattinata”.
Al centro della polemica ci sono le scelte cromatiche adottate per la scalinata, definite da alcuni “vistose” e in contrasto con l’identità storica e culturale del paese. Mattinata, infatti, è conosciuta anche come la “farfalla bianca del Gargano”, appellativo che richiama il candore e l’armonia delle case bianche tipiche del borgo. In questa prospettiva, le nuove tinte applicate alla scalinata rischiano di rappresentare una rottura estetica piuttosto che una valorizzazione.
Non solo estetica: vengono sollevati anche dubbi sulla sicurezza, poiché la pitturazione integrale dei gradini potrebbe compromettere la visibilità della discesa e aumentare il rischio di cadute. Chi interviene auspica che siano state utilizzate vernici ecologiche, temendo che smalti non sostenibili possano deteriorarsi nel tempo e diventare fonti di inquinamento.
Nel comunicato diffuso il 25 luglio 2025, si richiama inoltre il rispetto dell’articolo 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che prevede la necessità di autorizzazione paesaggistica per modifiche che incidono su beni tutelati. Da qui la domanda: sono stati acquisiti i pareri necessari prima dell’intervento?
Un altro nodo centrale è l’assenza di un Piano Cromatico Comunale, che dovrebbe regolamentare proprio queste scelte urbanistiche. Senza uno strumento simile, si teme che interventi analoghi possano moltiplicarsi senza una visione d’insieme, snaturando progressivamente l’immagine della “farfalla bianca”.
Il tono finale del documento invita a una maggiore umiltà da parte dell’amministrazione, ribadendo la necessità di una politica orientata al bene collettivo, più che a iniziative isolate e autoreferenziali.


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