È cominciata in tutta Italia la raccolta del pomodoro Made in Italy, con stime che annunciano un leggero aumento della produzione complessiva (+5%

È cominciata in tutta Italia la raccolta del pomodoro Made in Italy, con stime che annunciano un leggero aumento della produzione complessiva (+5%) rispetto allo scorso anno. Ma se in alcune regioni si guarda con fiducia al mercato, in Puglia – e in particolare nella provincia di Foggia – la situazione è drammatica. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che parla di una riduzione del 20% delle superfici coltivate a causa della siccità e della mancanza di acqua per irrigare.
Foggia sotto pressione: “Abbandonati interi ettari”
Nella Capitanata, che rappresenta quasi un quinto della produzione nazionale di pomodoro, la campagna 2025 si sta rivelando più difficile del previsto. Il caldo estremo, unito alla cronica carenza di risorse idriche, sta mettendo in ginocchio centinaia di aziende agricole, costrette in molti casi ad abbandonare interi ettari di terreno. L’obiettivo, spiegano da Coldiretti, è salvare almeno una parte del raccolto, concentrando le poche disponibilità d’acqua sulle aree più promettenti.Il rischio concreto è un crollo della resa finale, in una stagione che avrebbe potuto invece beneficiare del buon andamento delle colture registrato in altre regioni, come la Campania. La situazione foggiana pesa su tutto il comparto nazionale, che coinvolge circa 7.000 aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, per un giro d’affari da 5 miliardi di euro.
Il contrasto con il resto d’Italia
Il quadro pugliese appare ancor più critico se messo a confronto con le prospettive migliori di altre aree italiane. In Lombardia, ad esempio, le rese appaiono in ripresa rispetto al 2024, quando trombe d’aria e nubifragi avevano colpito duramente le colture. In Emilia Romagna, pur tra problemi legati a piogge intense e alte temperature, la produzione resiste, mentre in Campania il caldo ha addirittura anticipato i tempi del raccolto, offrendo un buon risultato per le varietà Dop come il San Marzano e il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio.
La richiesta d’intervento
L’appello degli agricoltori foggiani è chiaro: servono misure urgenti per contrastare gli effetti sempre più gravi della crisi climatica. In particolare, si chiede un piano straordinario per garantire l’accesso all’acqua, potenziare le infrastrutture irrigue e sostenere le imprese che stanno fronteggiando costi in crescita e una disponibilità idrica sempre più limitata.
Senza interventi immediati, la “capitale del pomodoro” rischia di perdere il suo ruolo centrale in una filiera che, da Foggia, arriva sulle tavole di tutto il mondo.


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