PESCHICI 2007: UN PERCORSO EDUCATIVO IN MEMORIA DI ROMANO E CARMELA FASANELLA, E DOMENICO DE NITTIS

In relazione al tragico incendio che colpì il territorio di Peschici il 24 luglio 2007, e alla necessità di rafforzare nella scuola italiana una c

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In relazione al tragico incendio che colpì il territorio di Peschici il 24 luglio 2007, e alla necessità di rafforzare nella scuola italiana una cultura della prevenzione, della memoria e della cittadinanza attiva, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene fondamentale strutturare un’azione educativa che non si limiti alla commemorazione simbolica ma si traduca in percorsi didattici continui, progettati in stretta connessione con i principi dell’educazione civica.

Le vittime di quella tragedia — Romano e Carmela Fasanella, e Domenico De Nittis — rappresentano oggi non solo una dolorosa pagina di cronaca, ma anche un riferimento necessario per stimolare nei più giovani la consapevolezza del valore della vita, del rispetto dell’ambiente e del ruolo delle istituzioni nella tutela dei diritti fondamentali. La scuola, quale luogo per eccellenza deputato alla formazione di una coscienza critica, ha il compito di fare di questa vicenda un’occasione di riflessione interdisciplinare che possa toccare la storia recente, la giustizia, l’ecologia, la responsabilità individuale e collettiva.

Si propone pertanto un percorso formativo che, a partire dall’analisi dei fatti del 2007, si sviluppi in maniera articolata attraverso momenti di ricerca storica e documentale, lettura e confronto con fonti giornalistiche, studio del quadro normativo relativo agli incendi boschivi, alla protezione civile e alla responsabilità ambientale. L’obiettivo non è solo acquisire conoscenze, ma promuovere il senso della legalità attraverso il confronto con le dinamiche concrete che hanno caratterizzato il caso di Peschici, anche in riferimento agli esiti giudiziari e alle eventuali lacune nella gestione dell’emergenza.

Un’attenzione particolare va riservata all’ambito della memoria. La valorizzazione delle storie individuali delle vittime — il ritorno di Romano Fasanella al paese d’origine per una vacanza con la sorella, il gesto premuroso di Domenico De Nittis che si espone per mettere in salvo la moglie — deve essere tradotta in attività didattiche che stimolino l’empatia, il senso della comunità, la narrazione partecipata. L’approccio biografico può divenire strumento educativo efficace, capace di umanizzare il passato e renderlo attuale.

Queste azioni possono trovare spazio sia nei moduli curricolari di educazione civica, sia in progetti pluridisciplinari, con il coinvolgimento di enti locali, associazioni ambientaliste, realtà del terzo settore e presidi di memoria attiva. La partecipazione diretta degli studenti — attraverso interviste, incontri con testimoni, visite ai luoghi simbolo — può rappresentare un importante momento di apprendimento esperienziale.

Infine, si auspica che la data del 24 luglio venga riconosciuta a livello scolastico territoriale come momento ufficiale di riflessione e di impegno. Una giornata in cui le scuole, in collaborazione con le amministrazioni locali e la società civile, promuovano iniziative dedicate non solo al ricordo delle vittime, ma anche alla costruzione di una cultura della responsabilità ambientale, della legalità e della prevenzione.

In tal senso, l’incendio del Gargano del 2007 non deve restare un caso isolato nei libri di cronaca, ma diventare materia viva per l’educazione alla cittadinanza, alla giustizia e al rispetto del bene comune.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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