“Il volto di Giusy non verrà cancellato”: presto un murale per ricordare la 14enne uccisa a Manfredonia

“Di Giusy Potenza hanno cercato di cancellare il volto, infierendo con un masso di 7 kg, il 13 novembre di 20 anni fa. Ma non solo. Hanno provato

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“Di Giusy Potenza hanno cercato di cancellare il volto, infierendo con un masso di 7 kg, il 13 novembre di 20 anni fa. Ma non solo. Hanno provato a farlo di nuovo, nascondendo una edicola funebre realizzata in sua memoria. Noi non vogliamo che il volto di Giusy venga dimenticato e per questo realizzeremo un murale che ne raffiguri il volto, ad imperitura memoria, simbolo collettivo contro la violenza”.

A parlare è Innocenza Starace, l’avvocata ed esponente politica di Manfredonia che ha rappresentato nel processo alcuni membri della famiglia della giovanissima vittima e autrice del libro “Non ce lo dire a nessuno”, che racconta la vicenda della 14enne di Manfredonia, primo femminicidio mediatico della storia, assassinata sulla scogliera della città sipontina.

L’iniziativa è stata accolta dall’amministrazione comunale di Manfredonia, che ne ha accordato il patrocinio. Grazie all’interessamento dell’associazione locale ‘La Fenice’ è stato individuata la parete che accoglierà l’opera – realizzata a titolo gratuito dall’artista manfredoniana Raffaella Fariello – situata nel quartiere in cui viveva Giusy, e a pochi passi dalla chiesa di San Michele, in cui le è stato dato l’ultimo saluto. “Giusy non è solo un volto da ricordare, ma un simbolo di memoria e cambiamento. Trasformare il dolore in bellezza, donare alla città un luogo di riflessione, empatia e resistenza civile. Un murale che non cancella il passato, ma lo illumina, per insegnare alle nuove generazioni il valore della dignità, del rispetto e del coraggio”, ha spiegato l’associazione.

L’uso dell’immagine di Giusy Potenza per la realizzazione dell’opera è stata espressamente autorizzata dai familiari della vittima. “Come avvocata e come politico, sono fermamente convinta che ad ogni atto di violenza la comunità debba essere chiamata a rispondere in modo non violento e che la realizzazione di quel volto sarà un richiamo forte e corale alla lotta della nostra città contro la violenza in genere e quella di genere”, ha spiegato la promotrice Starace, che sollecita l’Amministrazione a dare concretezza al patrocinio concesso.“Recentemente, nel Napoletano, un altro femminicidio su una fanciulla di 14 anni è stato commesso, con modalità simili ed efferate. Purtroppo uomini, a tutt’oggi, pensano che chi non soggiace alla propria volontà possa e debba essere eliminato. E io sento più che mai il dovere morale di rispettare la volontà popolare di rispondere alla violenza subita da tutta la nostra città con un atto corale e simbolico di particolare spessore e valenza”, ha spiegato.

Quello di Giusy è stato un omicidio brutale, di inaudita violenza per il quale, il 23 dicembre dello stesso anno, fu arrestato il cugino di secondo grado, Giovanni Potenza, all’epoca dei fatti 27enne. L’uomo è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione. Potenza era sposato e, secondo quanto ricostruito, tra i due vi era una relazione clandestina che la ragazzina minacciava di rivelare alla moglie; per questo motivo, durante un litigio la colpì con un grosso masso, uccidendola.

La vicenda non si è chiusa con il partecipato funerale della ragazza e il processo nelle aule di giustizia. L’omicidio di Giusy Potenza ha avuto altri strascichi, dagli esiti drammatici: nelle settimane successiva al fatto, il padre di Giusy accoltellò in strada – ferendolo – il padre della ragazza che guidava la discussa Fiat Punto verde al momento della scomparsa di Giusy; successivamente, la madre Grazia – schiacciata dal dolore – si tolse la vita mentre era incinta di un bambino.

 

 

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