I gravi incendi che hanno colpito nelle ultime ore Marina di Chieuti, il Gargano e il Parco delle Orte a Otranto riportano in primo piano il tema

I gravi incendi che hanno colpito nelle ultime ore Marina di Chieuti, il Gargano e il Parco delle Orte a Otranto riportano in primo piano il tema della prevenzione ambientale e della carenza cronica di personale forestale in Puglia.
La denuncia arriva dalla Flai Cgil, che attraverso i segretari generali Antonio Ligorio (Puglia) e Alessandro Fersini (Lecce), sollecita la Regione Puglia ad avviare investimenti strutturali e stabilizzazioni occupazionali all’interno dell’ARIF, l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali.
“Non programmare l’assunzione stabile degli operai a tempo determinato, nonostante le economie derivanti dalle cessazioni sta penalizzando l’efficacia dell’ARIF nelle attività antincendio boschivo, irrigue e forestali”, dichiara Ligorio.
Il sindacato segnala che il Piano dei fabbisogni del personale prevede per ora la stabilizzazione di soli 10 operai nel 2025 e altri 10 nel 2026, numeri considerati “una goccia nel mare” rispetto alle reali esigenze operative.
Fersini, da parte sua, sottolinea come “le giornate vissute nel Salento confermino l’importanza di azioni concrete, non solo dichiarazioni. Servono strumenti, formazione e soprattutto lavoro stabile: non si può difendere il territorio con il precariato”.
Secondo la Flai, rafforzare i presidi territoriali, dotarli di mezzi idonei e consolidare l’occupazione degli operai forestali è condizione essenziale per affrontare incendi, emergenze ambientali e l’avanzata della Xylella fastidiosa.
Nel 2023 l’ARIF ha bandito un avviso per 360 operai stagionali con qualifica di operaio idraulico-forestale specializzato (4° livello CCNL). Le graduatorie 2024 hanno assegnato complessivamente 153 posti per Bari e Bat, 88 per Foggia, 60 per Lecce, 47 per Taranto e 12 per Brindisi. Ma la natura stagionale del lavoro e la mancanza di percorsi di stabilizzazione limitano l’efficacia delle attività, che includono manutenzione idraulica e forestale, opere di difesa del suolo, rimboschimenti, prevenzione incendi e valorizzazione ambientale.
Dal 2000 al 2022, la superficie di terre aride in Puglia è passata dal 3,3% al 19,3%, aggravando le criticità ambientali e produttive. Per la Flai Cgil, investire su una forza lavoro qualificata e stabile è indispensabile per garantire continuità operativa e mettere il lavoro al servizio della sicurezza ambientale.
“Ci sono già giovani lavoratori formati che aspettano solo la stabilizzazione. La Regione deve garantire loro un futuro certo e investire finalmente in politiche occupazionali che tutelino il territorio”, conclude il sindacato.


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