MANFREDONIA IN FIAMME

NOTTE DI FUOCO a Manfredonia, non già il gran caldo che imperversa da alcuni giorni, bensì fuoco vero, appiccato deliberatamente per distruggere c

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NOTTE DI FUOCO a Manfredonia, non già il gran caldo che imperversa da alcuni giorni, bensì fuoco vero, appiccato deliberatamente per distruggere cinque indifese automobili parcheggiate in pubbliche via della città. Un attentato incendiario intenzionalmente messo in atto che ingigantisce le preoccupazioni dei cittadini sempre più nel mirino di atti delinquenziali. Il campionario è assortito, dai furti in abitazioni, agli scippi, alle truffe e via discorrendo, fino agli incendi delle automobili, un classico per Manfredonia come attesta la ormai lunga “memoria” di attentati agli autoveicoli.
QUESTA VOLTA si è superato ogni precedente: ben cinque automobili incendiate in un sol colpo sia pure in due distinte strade dell’abitato: in via Antiche mura dove una automobile è finita completamente incenerita, e in Viale Di Vittorio dove a bruciare sono state ben quattro vetture parcheggiate una a financo all’altra. Due episodi eclatanti che gettano nello sconforto. Le automobili date alle fiamme in Viale di Vittorio, erano parcheggiata a poca distanza dal Commissariato di Polizia. Non vuol dire niente, come potrebbe dire molto. Così come l’ipotesi della connessione dei due episodi, quello di Via Antiche Mura come diversivo a quello di Viale Di Vittorio.
EPISODI estremamente gravi piombati improvvisamente mentre la città si appresta a vivere un soggiorno estivo sereno e rilassato. Episodi che pongono una serie di interrogativi ai quali sono chiamati a rispondere, invocati da più parti, le forze di polizia, la Magistratura, le rappresentanze istituzionali ai vari livelli. Oltre alla distruzione di cinque autoveicoli (ce ne sarebbe un sesto danneggiato dalla propagazione delle fiamme), c’è da considerare tutta una serie di ripercussioni sugli edifici adiacenti agli incendi, alle persone che vi abitano, all’ambiente invaso da fumi contenenti sostanze inquinanti.
LE INDAGINI non sono agevoli nonostante le tante misure di prevenzione (telecamere in testa) adottate. Naturalmente non si esclude nessuna ipotesi anche le più banali che mettono più paura. Manfredonia in fatto di auto incendiate ha un triste primato non codificato ma attestato dalla cronaca. Una “tradizione” che vanta episodi in tutte le strade dell’abitato. Tra le vittime lo stesso comandante delle guardie ambientali Civilis, Giuseppe Marasco, un automezzo di servizio è stato bruciato in pieno centro abitato. Oggi consigliere comunale, chiede urgenti e drastici interventi. Il sindaco La Marca allertato tempestivamente, ha affermato che gli attentati incendiari «sono il segnale evidente di una criminalità che fa sentire la sua presenza».
UN “SEGNALE” l’incendio appiccato a “quelle” automobili? E’ opinione consolidata che l’incendio di un automezzo non è che l’apice di un “movimento” in cui naviga e prospera il malaffare, di ogni tipo. Dal più semplice al più organizzato. Non è un mistero, è anzi abbastanza palese, il contrasto che si nota tra il “tenore di vita” diffuso e le effettive disponibilità economiche del territorio. Un mare magnum ermetico, penetrare nel quale è risultato, almeno fino ad ora, poco proficuo. Non è che non manca una presenza massiccia delle forze dell’ordine, ma evidentemente non basta. Probabilmente – rileva una certa opinione diffusa – Manfredonia è considerata borderline rispetto ad altre realtà pure limitrofe, nelle quali pare ci sia una maggiore attenzione.
IL SINDACO La Marca, esortando la città a «non rimanere indifferente» richiama «la politica alla responsabilità e a lavorare ad essere esempio con i cittadini chiamati a partecipare, a diventare protagonisti».
Michele Apollonio

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