“I dati regionali confermano la solidità del sistema trasfusionale ma, soprattutto in estate, quando aumentano le necessità e diminuiscono le dona

“I dati regionali confermano la solidità del sistema trasfusionale ma, soprattutto in estate, quando aumentano le necessità e diminuiscono le donazioni a causa delle vacanze, la generosità dei donatori è ancora più preziosa”. Ad affermarlo è l’assessore regionale alla Sanità e vicepresidente regionale, Raffaele Piemontese, annunciando il premio regionale ‘Volto del Dono’ per la donazione di sangue e midollo osseo.
Nel dettaglio, il riconoscimento prevede la premiazione, per ciascuna delle sei province pugliesi e per ciascuna associazione, di due donatori di sangue, il più giovane e colui che ha raggiunto il maggior numero di donazioni, oltre a un donatore di midollo osseo. “Un ringraziamento sentito – ha aggiunto Piemontese – va alle associazioni di volontariato, che con il loro impegno costante rappresentano il cuore pulsante del sistema donazione in Puglia: sono loro che, ogni giorno, promuovono la cultura della solidarietà, organizzano raccolte, sensibilizzano i cittadini e accompagnano i donatori in un percorso di consapevolezza e altruismo. Senza il loro lavoro, capillare e appassionato, nulla di tutto questo sarebbe possibile”.
A fine maggio appena scorso si è riscontrata una leggera flessione delle donazioni (- 0,9%), a livello regionale, cui è corrisposta una lieve riduzione delle trasfusioni (- 0,4%).
Nel 2024, la Regione Puglia ha registrato un lieve calo dei donatori (- 3,5% rispetto al 2023), ma un aumento delle procedure trasfusionali, pari a 188.355 (+ 3,2%), con un indice di donazione in crescita (1,7 rispetto all’1,6 dell’anno precedente). I nuovi donatori provengono soprattutto dalla fascia 18-25 anni, ma solo il 10% torna a donare, evidenziando un problema di fidelizzazione. Sul fronte assistenziale, continua l’aumento della domanda di emocomponenti, in particolare emazie, i globuli rossi, il cui consumo ha superato i 42,3 per 1.000 abitanti, al di sopra della media nazionale che è di 40 ogni 1.000 abitanti.
“Nonostante la Puglia sia formalmente autosufficiente, con più unità prodotte che trasfuse, in alcuni periodi dell’anno si osserva una riduzione della raccolta e della produzione: occorre per questo rilanciare per offrire continuità del supporto trasfusionale per pazienti oncologici, chirurgici e con patologie croniche o rare”, ha osservato il dottor Granato.
“La sinergia tra le istituzioni, associazioni, volontari e professionisti del sistema trasfusionale e le campagne di comunicazione sono elementi importanti non solo per garantire la disponibilità di sangue e plasma, ma anche per promuovere la solidarietà e la fiducia di cui i pazienti, soprattutto in situazioni critiche, hanno un diretto e urgente bisogno”, ha detto Angelo Ostuni, direttore della Struttura Regionale di Coordinamento per le Attività Trasfusionali, incardinata presso il Policlinico di Bari.

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