2 Giugno 1946, Manfredonia vota la Repubblica

Quella mattina a Manfredonia c’erano occhi stanchi e mani segnate. Qualcuno camminava lento, con la giacca sulle spalle, ancora con addosso la gu

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Quella mattina a Manfredonia c’erano occhi stanchi e mani segnate.
Qualcuno camminava lento, con la giacca sulle spalle, ancora con addosso la guerra.
Altri si stringevano in silenzio nei corridoi del seggio, con un’idea nuova in testa: decidere.
Votarono in 13.262.
Di questi, 6.556 dissero “Monarchia”.
6.677 scelsero la “Repubblica”.
Soltanto 121 voti di differenza.
Non una marcia, non un’onda. Un sussurro che diceva: proviamoci.
C’erano vedove di guerra che entravano in una cabina elettorale per la prima volta.
C’erano uomini tornati dal fronte che votavano pensando a un’Italia che non mandasse più i figli a morire.
C’erano lavoratori che quel giorno non andarono al lavoro, “perché oggi non si lavora, oggi si conta”.
C’erano insegnanti, artigiani, contadini: gente semplice, che portava addosso la fatica ma anche un desiderio nuovo.
A Manfredonia, il 2 giugno 1946, la Repubblica non vinse facile.
Vinse per poco, ma vinse con dignità.
Vinse perché un popolo stanco ma lucido ebbe il coraggio di guardare avanti.
Quella scheda non cambiò tutto. Ma segnò l’inizio.
Un inizio che ci riguarda ancora.
Perché la Repubblica è cominciata quel giorno.
E oggi, tocca a noi continuare a costruirla.
Maria Teresa Valente

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