Corte Costituzionale: “Sì ai medici over 70 nella sanità privata”

La Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo l’articolo 8 della legge regionale pugliese n. 24 del 30 maggio 2024, con cui viene eliminato il l

Parto all’ospedale di Manfredonia
Permesso di costruire a Coop. per Centro Diurno
Istat: ‘Più italiani rinunciano alle cure, il 7,6% nel 2023’

Medico Che Scrive Una Ricetta Medica Per Il Suo Paziente Fotografia Stock -  Immagine di medico, tavolo: 259480628

La Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo l’articolo 8 della legge regionale pugliese n. 24 del 30 maggio 2024, con cui viene eliminato il limite di età di 70 anni per i responsabili sanitari delle strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Regionale (SSR). Il limite, ha precisato la Consulta, resta applicabile esclusivamente alle strutture pubbliche.

La decisione ha confermato l’interpretazione contenuta nella relazione illustrativa della norma, che mirava a evitare conseguenze critiche sul sistema sanitario privato accreditato, già alle prese con una cronica carenza di medici specialisti.

“Si tratta di un emendamento che abbiamo presentato e difeso in aula”, dichiarano in una nota congiunta Marco Galante (capogruppo M5S) e Mauro Vizzino (presidente della Commissione Sanità, PlP), ricordando che la norma è stata corretta dopo che, inizialmente, il Dipartimento della Salute e l’allora assessore Palese avevano esteso il limite anche ai privati.

“Quella scelta aveva generato gravi criticità, rischiando di bloccare RSA, laboratori, cliniche e strutture psichiatriche per l’impossibilità di individuare nuovi responsabili sanitari”, spiegano.

Secondo i due consiglieri, la pronuncia della Consulta “garantisce stabilità al settore e valorizza l’esperienza dei medici in pensione dal pubblico, che possono continuare a operare nel privato accreditato con il SSR”.

L’eventuale chiusura di queste strutture, concludono, “avrebbe comportato anche un ulteriore carico sulle strutture pubbliche e aggravato il problema delle liste d’attesa”.

La decisione, ribadiscono, consente di rafforzare la sinergia tra pubblico e privato accreditato, necessaria per garantire efficienza e accesso ai servizi sanitari nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.

COMMENTI

WORDPRESS: 0