Il prezzo del grano duro pugliese continua a calare. A Foggia si registra un’ulteriore perdita di 5 euro a tonnellata, in una spirale negativa che

Il prezzo del grano duro pugliese continua a calare. A Foggia si registra un’ulteriore perdita di 5 euro a tonnellata, in una spirale negativa che rischia di compromettere anche la prossima campagna di raccolta. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che chiede all’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia la convocazione urgente di un tavolo di crisi.
“Il comparto cerealicolo è in uno stato critico – dichiara Alfonso Cavallo, presidente regionale di Coldiretti – aggravato da siccità e fenomeni meteo estremi. Ma il problema principale è rappresentato dal crollo dei prezzi dovuto alle importazioni incontrollate dall’estero e dalla scarsa valorizzazione del nostro prodotto”.
Canada, Russia e Turchia affondano il mercato con pratiche vietate in Europa
“Negli ultimi anni – spiega il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni – abbiamo assistito a un costante arrivo di grano straniero proprio durante la raccolta nazionale. Si tratta di vere e proprie manovre speculative che hanno fatto crollare i prezzi”. I principali esportatori, dal Canada alla Turchia, passando per la Russia, impiegano sostanze vietate in Europa, come il glifosato, il carbendazim, il malathion, il cyflutrin, il chlorothalonil e il fenoxaprop P ethyl, tutti elementi che secondo Coldiretti mettono a rischio la sicurezza alimentare e ambientale.
Controlli nei porti e richieste di reciprocità
Per arginare l’emergenza, Coldiretti si è mobilitata nei porti per verificare la qualità del grano importato e chiede l’applicazione del principio di reciprocità: nessun prodotto dovrebbe entrare nel mercato europeo se non rispetta gli stessi standard a cui sono sottoposti gli agricoltori italiani. “I nostri produttori – sottolinea Coldiretti – operano nel rispetto di norme rigorose, ambientali e sanitarie. Non si può permettere che vengano penalizzati da concorrenza sleale e da logiche speculative”.
Nasce “Filiera Pasta”: alleanza per tutelare la produzione nazionale
Dalla crisi nasce una risposta concreta: “Filiera Pasta”, nuova organizzazione promossa da Coldiretti e Filiera Italia per tutelare l’intero comparto grano-pasta. L’obiettivo è costruire una filiera tracciabile, sostenibile, con contratti chiari e prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione, come previsto dalla legge contro le pratiche sleali.
“Bisogna spiegare al consumatore – afferma l’associazione – che pagare qualche centesimo in più per una pasta italiana di qualità significa sostenere gli agricoltori, la biodiversità e l’economia dei territori”.
Qualità, identità e promozione all’estero
“Filiera Pasta” punta sulla ricerca, sull’innovazione e su una nuova comunicazione per distinguere sul mercato internazionale la pasta autenticamente italiana da quella omologata o Italian sounding. L’obiettivo è chiaro: rilanciare il grano nazionale, contrastare le speculazioni e assicurare una più equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera, dalla terra alla tavola.

COMMENTI