Manfredonia Terra di Immigrati

SONO poco meno di 1.500 gli stranieri residenti a Manfredonia, il 2,7 per cento della popolazione residente. La comunità straniera pi

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SONO poco meno di 1.500 gli stranieri residenti a Manfredonia, il 2,7 per cento della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania pari al 32,5 %, seguita dal Senegal 15,5% e dalla Bulgaria 7,5%, ma sul territorio sipontino sono presenti rappresentanze straniere di ogni Paese del mondo: dall’Irlanda al Marocco, dagli Usa al Togo, e così via, per un totale di oltre 850 persone in maggioranza donne. Un numero in crescita per l’afflusso dei profughi ucraini tant’è che il Comune in collaborazione con la cooperativa sociale “Medtraining” ha avviato una raccolta di informazioni su appartamenti liberi da destinare a famiglie provenienti dall’Ucraina i cui costi d’affitto saranno coperti dalla cooperativa Medtraining attraverso trasferimenti del Ministero dell’Interno. Il riferimento per i contatti è la “Casa dei diritti” di Siponto, mail sportello108@reteoltre.it.
INSOMMA si può ben dire che Manfredonia è la terra degli immigrati. «Una città che prende coscienza dei fenomeni sociali, dei fermenti umani, che guarda al futuro» ha evidenziato il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, alla platea che ha affollato l’auditorium “Serricchio” al Palazzo dei Celestini, nell’aprire la presentazione del “Dossier statistico immigrazione 2024” cura del “Dossier statistico immigrazione-IDOS” che non a caso ha scelto Manfredonia per affrontare un tema di grande e palpitante attualità.
«A MANFREDONIA – ha rilevato La Marca – l’accoglienza dei migranti viene fatta da tanti anni, abbiamo il progetto SAI più vecchio della provincia di Foggia. Ma il nostro territorio ci vede protagonisti anche di una situazione molto più grande, che è quella del ghetto di Borgo Mezzanone. Una situazione – annota – in cui ci sono persone che vivono in condizioni disumane e di tanto, insieme a Regione Puglia, Prefettura di Foggia, Ministero dell’Interno, stiamo avviando dei percorsi di soluzione. Nessuno ha la bacchetta magica ed è chiaro che il percorso di integrazione socio-lavorativo-abitativo è un percorso lungo che vede coinvolti diversi attori».
NEL CORSO dell’incontro è emersa l’importanza delle esperienze e delle testimonianze dei territori, come avviene nelle scuole che sviluppano importanti processi di inclusione sociale, come hanno ben raccontato Dina Diurno e Alessandra Basciano, docenti dell’istituto comprensivo “Alfieri – Garibaldi”, plesso di Borgo Mezzanone, e Antonia Cavallone, dirigente Centro Provinciale Istruzione Adulti 1 – Centro di Foggia “David Sassoli”. Tra i tanti segnali di una presenza ormai stabilizzata, quella della nascita in Puglia di bambini da cittadini stranieri stimata in 1.300 nell’ultimo decennio.
«QUESTE nuove nascite sono un ulteriore indicatore della stabilizzazione delle presenze straniere» è stato affermato. «La scuola è probabilmente il luogo che più degli altri diviene cartina di tornasole dei cambiamenti sociali e demografici che caratterizzano il territorio regionale. Nel 2022/2023, gli studenti stranieri sono stati 20.330, e più della metà (10.627) è nato in Italia».
QUELLO che emerge dal “Dossier” è che la Puglia – è stato evidenziato nei vari interventi – non è più terra di passaggio, di transito, ma luogo in cui vivere, lavorare, studiare, realizzarsi, contribuendo attivamente al tessuto socio-economico dei territori anche se non ancora del tutto integrati. Ma soprattutto il “Dossier” è un invito ad andare oltre i numeri, i dati, le statistiche che aiutano a comprendere il fenomeno dei flussi migratori, per entrare nelle storie delle persone, nell’unicità di quanti, per i motivi e nei modi più diversi, hanno deciso di restare in Puglia per dare una risposta al loro viaggio migratorio.
Michele Apollonio

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