La provincia di Foggia si trova ad affrontare una delle peggiori emergenze idriche degli ultimi decenni. I dati emersi dall’audizione congiunta dell

La provincia di Foggia si trova ad affrontare una delle peggiori emergenze idriche degli ultimi decenni. I dati emersi dall’audizione congiunta delle Commissioni V e Speciale della Regione Puglia confermano una situazione allarmante: gli invasi sono ai livelli minimi storici e il rischio di una crisi idrica generalizzata diventa ogni giorno più concreto.
Se la scarsità d’acqua minaccia la vita quotidiana dei cittadini, per il settore agricolo la situazione è ancora più critica. La Capitanata, da sempre uno dei territori più produttivi della Puglia, rischia di pagare un prezzo altissimo. Campi aridi, raccolti compromessi e costi di produzione in aumento potrebbero mettere in ginocchio intere filiere.
A denunciare le conseguenze per i lavoratori del settore è Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia. “Nonostante le recenti piogge, la scarsità d’acqua continua a rappresentare un’emergenza. Senza interventi strutturali, ci aspetta un’altra estate di razionamenti e difficoltà. Il settore agricolo è il primo a subirne le conseguenze, con costi sempre più alti e una situazione insostenibile per le aziende”.
I Consorzi di Bonifica sono già in difficoltà nel garantire l’irrigazione dei campi e le attuali infrastrutture non sono più sufficienti per affrontare la siccità crescente. “Non possiamo più permetterci interventi occasionali e temporanei – ha proseguito Ligorio – servono soluzioni strutturali. L’acqua deve diventare una priorità per le politiche agricole e ambientali, con investimenti concreti per la gestione sostenibile delle risorse”.
Le richieste al governo e alla Regione
Il grido d’allarme di agricoltori e amministratori locali si unisce in un’unica richiesta: azioni immediate per evitare il collasso. Tra le soluzioni avanzate ci sono il miglioramento delle reti di distribuzione dell’acqua, la costruzione di nuovi invasi, l’implementazione di sistemi di riutilizzo delle acque reflue e l’uso di tecnologie innovative per ridurre gli sprechi.
“La Puglia ha sempre combattuto contro la siccità – ha concluso Ligorio – ma oggi la situazione è più grave che mai. Dobbiamo garantire un futuro alla nostra agricoltura, ai lavoratori e alle nuove generazioni. Il tempo delle promesse è finito, servono risposte concrete e interventi immediati”.
Con l’estate alle porte, la Capitanata attende decisioni risolutive per scongiurare una crisi senza precedenti. L’11 marzo sarà una data chiave: la speranza è che il Consiglio regionale non resti solo un altro tavolo di discussione, ma diventi l’inizio di un vero cambiamento.


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