Carenze non solo in Ospedale ma anche in Ambulanza

– È DIVENUITA ormai proverbiale la situazione di incertezza operativa all’ospedale San Camillo De Lellis di Manfredoni

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È DIVENUITA ormai proverbiale la situazione di incertezza operativa all’ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia. Le segnalazioni di carenze e difficoltà di ogni genere sono all’ordine del giorno tamponate qua e là alle men peggio. È un andazzo endemico che inficia anche il lavoro di quei pochi operatori, medici, infermieri essenzialmente, che resistono.
L’AMMINISTRAZIONE comunale in carica a Palazzo San Domenico, accogliendo le istanze di malcontento che si levano pressanti, rappresentate anche da consiglieri comunali, ha istituito una Commissione consiliare straordinaria bipartisan per seguire un settore tanto delicato quanto essenziale per cercare di sollecitare i rimedi necessari.
Che sono arrivati. La ASL Foggia da cui dipende il nosocomio di Manfredonia, ha disposto l’invio di ben sette medici al Presidio ospedaliero San Camillo de Lellis «con l’intento – ha spiegato il direttore generale della Asl Foggia, Antonio Nigri – di rafforzare l’assistenza sanitaria sul territorio e rispondere con maggiore efficacia ed efficienza alle esigenze della popolazione».
I SUPPORTI sono andati al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (tre), Nefrologia e dialisi (due), Cardiologia (due). Un intervento indubbiamente robusto che attesta eloquentemente quanto e come fosse deficitario il sistema ospedaliero di Manfredonia. Che rimane carente ancora in tanta parte. L’unità operativa di Anestesia e rianimazione, per esempio, è affidata ad uno specialista in quiescenza; così’ come diabetologia.
CARENZA di personale ma anche delle strumentazioni. «Al netto dei problemi operativi che provocano disagi all’utenza, permane ancora irrisolta la mancata funzionalità della TAC» osserva la Commissione consiliare che pure esprime «soddisfazione per i passi in avanti fatti in questi mesi per migliorare la qualità delle prestazioni del nostro nosocomio». Sulla non rosea situazione al “San Camillo” è intervenuto anche l’on. Giandiego Gatta per lamentare come «l’apparecchio della tac da settimane continua ad essere rotto, e non è l’unico».
MA LA (in)efficienza dei servizi sanitari non riguarda solo l’apparato ospedaliero, comprende anche i presidi esterni, come le ambulanze la cui disponibilità molto spesso, ha una funzione vitale. Un esempio eclatante è occorso nei giorni scorsi. Un anziano pensionato abitante a Macchia Posta, pochi chilometri da Manfredonia, si è sentito male ed ha rischiato la vita per il ritardato arrivo dell’ambulanza. L’uomo ha chiamato un amico che ha riscontrato i classici sintomi dell’infarto (affanno respiratorio, dolore al petto e al braccio sinistro) ed ha chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata (da Monte Sant’Angelo) quando l’infartuato era stato caricato su una automobile e trasportato al Pronto soccorso. Una ambulanza con l’autista e il soccorritore, non con il medico o un infermiere(a) professionale (sono laureati e preparati) pronti ad intervenire opportunamente. Il malcapitato è stato trasferito (ovviamente) all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Rimane l’interrogativo sulla mancanza del medico a bordo dell’ambulanza come prescritto in casi come quello descritto. La risposta è sempre quella: carenza di personale.
Michele Apollonio

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